CORNELL
18 Maggio Mag 2017 0948 18 maggio 2017

Addio a Cornell, voce di Soundgarden e Audioslave

Il cantante aveva 52 anni. È stato trovato morto nella sua stanza d'albergo il giorno dopo un concerto. Il medico legale: «Si è impiccato».

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Lutto nel mondo del rock: Chris Cornell, 52 anni, è morto il 18 maggio a Detroit. La sera precedente aveva suonato al Fox Theatre della città aggiornando il suo profilo Twitter. Il suo agente, Brian Bumbery, ha confermato la notizia rilanciata da Ap dicendo anche che la moglie e la famiglia del rocker sono sconvolti per il decesso che è stato «improvviso e inatteso». Il medico legale ha stabilito che si è suicidato impiccandosi. Il rocker, secondo alcuni testimoni, sarebbe stato trovato nella sua stanza d'albergo verso mezzanotte.

Voce dei Soundgarden, nati a Seattle nel 1984 e scioltisi nel 1997 per riunirsi nuovamente nel 2010, Cornell era stato legato anche al gruppo grunge Temple of the Dog. Dal 2001 al 2007, insieme con alcuni ex Rage Against the Machine, aveva fondato gli Audioslave.

LA SCENA GRUNGE DELLA WEST COAST. I Soundgarden hanno caratterizzato, con i Nirvana e i Pearl Jam, la scena grunge della West Coast settentrionale. E furono i primi a firmare con l'etichetta indie Sub Pop prima del salto nelle major.

In passato il rocker aveva combattuto contro la dipendenza da alcol e droghe da cui era uscito dopo un rehab nel 2003. Nel 2012, con la moglie Vicky aveva creato una fondazione per aiutare i bambini indigenti e homeless. La coppia aveva due figli. Cornell aveva avuto una bambina dalla prima moglie ed ex manager Susan Silver.

All'anagrafe di Seattle (era nato il 10 luglio 1964) era registrato come Christopher John Boyle, Cornell era il cognome della madre, adottato dopo il doloroso divorzio dei genitori. Alla grande popolarità è arrivato quando nel 1984 ha formato i Soundgarden, la band che ha rappresentato la parte più legata al suono hard and heavy della scena di Seattle, assieme agli Alice in Chains. La band esplose a livello mondiale nel 1994 con la pubblicazione di Superunknown, un album da nove milioni di copie denso di liriche ispirate dalle poesie di Silvia Plath e dedicate a temi cupissimi: morte, suicidio, abuso di droghe. Musicalmente è un capolavoro, con un sound molto più aperto a influenze diverse: spicca su tutte Black Hole Sun, ancora oggi uno dei brani manifesto del Grunge.

IL POST SOUNDGARDEN. I Soundgarden si sono sciolti negli Anni 90 e riformati nel 2010: proprio con la sua prima band Chris Cornell ha suonato a Detroit l'ultimo concerto della sua vita. La sua vita artistica è fatta anche da altre tappe importanti: innanzitutto il primo super gruppo della sua carriera, i Temple of the Dog, una band, durata dal 1990 al 1992 dedicata ad Andrew Wood e formata con Stone Gossard e Jeff Ament, i due Pearl Jam che hanno iniziato proprio con i Mother Love Bone, Matt Cameron, il batterista dei Soundgarden entrato poi nei Pearl Jam, e Mike McReady, il chitarrista solista dei Pearl Jam. Anche la sua prima avventura dopo scioglimento dei Soundgarden è stata con una super band, gli Audioslave formati assieme a Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk, ossia i tre Rage Against The Machine che si erano separati da Zack De La Rocha. Oggettivamente questa band non ha rispettato le aspettative, rimanendo in un limbo sospeso tra Led Zeppelin, grunge, virtuosismi e tentativi di allargare gli orizzonti musicali.

Chris Cornell ha avuto anche una carriera solista, con alcuni titoli interessanti, un brano per Casino Royale, il blockbuster con il Bond di Daniel Craig, uno per gli Avengers, il kolossal targato Marvel, collaborazioni con Slash, Santana, Timbaland.

LA MALEDIZIONE DEL GRUNGE. C'è davvero un alone spettrale attorno alla rivoluzionaria vicenda del grunge, purtroppo segnata da una lunga, troppo lunga, serie di morti precoci. A cominciare da Andrew Wood, il carismatico leader dei Mother Love Bone, unanimamente riconosciuto come il fondatore del movimento, troncato a 24 anni da una devastante dipendenza dall'eroina. Come Layne Staley, il cantante degli Alice in Chains, Scott Weiland, voce degli Stone Temple Pilots e poi dei Velvet Revolver, Mike Starr, bassista degli Alice in Chains, per non dire del suicidio di Kurt Cobain, che con l'eroina si è distrutto la vita. Proprio Cornell, in un libro dedicato al suo mai dimenticato amico Andrew Wood, aveva sottolineato come la sua morte avesse rappresentato l'evento che aveva condotto la scena di Seattle a immergersi in una spirale collettiva di autodistruzione.

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