Vicari
INCHIESTA 19 Maggio Mag 2017 0915 19 maggio 2017

Corruzione, indagata la sottosegretaria Vicari e in arresto il candidato sindaco di Trapani

Presunto giro di tangenti sui fondi per il trasporto marittimo. In manette Girolamo Fazio, ex azzurro in corsa come primo cittadino. Indagati la senatrice di Ap e il presidente della Regione Siciliana.

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Tangenti sui fondi per il trasporto marittimo e rolex in cambio di favori. Un sistema che, stando al procuratore aggiunto di Palermo Dino Petrella, rivela un «connubio sistemico finalizzato alla corruzione tra imprenditoria e politica». Tre gli arresti "eccellenti" effettuati a Trapani: l'armatore Ettore Morace, figlio del patron del Trapani calcio Vittorio, entrambi proprietari della compagnia di traghetti Liberty lines, il deputato regionale Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani di nuovo candidato e il funzionario della Regione siciliana Giuseppe Montalto. Indagati invece la sottosegretaria alle Infrastrutture Simona Vicari di Ap e il governatore Rosario Crocetta che ha commentato: «Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perché sono in viaggio sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini».

VICARI: «MI DIMETTO DA SOTTOSEGRETARIO». In tarda serata Simona Vicari ha scelto di fare un passo indietro dimettendosi: «Poichè la mia permanenza nell'incarico di sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il Governo che ho avuto l'onore di rappresentare, una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni».

FINANZIAMENTI REGIONALI NEL MIRINO. Attraverso i favori di Montalto e Fazio l'armatore Ettore Morace avrebbe ottenuto «bandi su misura» per i collegamenti tra la Sicilia e le Isole minori potendo contare su finanziamenti regionali gonfiati rispetto alle esigenze reali. Sia Fazio, definito dal gip «stabilmente asservito a Morace», sia l'armatore, sono stati arrestati per corruzione. In cambio il deputato e il funzionario ricevevano assunzioni di persone da loro segnalate nelle imprese di Morace, e Fazio anche l'uso di una Mercedes e biglietti navali. Secondo gli inquirenti, il funzionario regionale arrestato avrebbe bloccato poi, in cambio di soldi, la nomina di un consulente regionale sgradito a Morace.

I ROLEX IN CAMBIO DI FAVORI. Non solo: Vicari e un altro politico nazionale avrebbero ricevuto avvisi di garanzia per corruzione. La contestazione riguarda la modifica di un emendamento che abbassò dal 10 al 4% l'iva sui trasporti marittimi urbani, interamente a carico dell'armatore. Operazione che ha creato un ammanco di 7 mln dalle Casse dello Stato. In cambio i due politici avrebbero ricevuto orologi Rolex. Infine Morace avrebbe assunto la figlia di un sottufficiale dell'Arma in servizio a Perugia che raccoglieva informazioni in danno del suo ex concorrente storico, il messinese Franza. Anche il carabiniere risulta indagato.

Rosario Crocetta.

ANSA

Fazio, primo cittadino fino al 2012 in quota Forza Italia e ora passato al gruppo Misto dell'Ars, era in corsa per la poltrona di sindaco alle prossime Amministrative di giugno. Solo giovedì un altro candidato, il senatore di Fi Antonio D'Alì, processato per concorso in associazione mafiosa, aveva annunciato la sospensione della campagna dopo aver saputo che la Dda aveva chiesto per lui il soggiorno obbligato per «pericolosità sociale».

GLI AFFARI DEI MORACE. La famiglia Morace, da sempre vicina a Fazio, gestiva la compagnia di traghetti Ustica Lines da cui è nata la Liberty Lines che collega Trapani alle Isole minori. La moglie del patron della compagnia, Vittorio Morace, padre dell'arrestato è nella lista degli assessori designati da Fazio. Ettore Morace, 54 anni, è figlio della prima moglie del patron del Trapani Calcio, Vittorio, e dalla fine del 2015 - quando il padre ha deciso di trasferirsi per buona parte dell'anno in Spagna - è a capo della Liberty Lines, società di trasporti marittimi che assicura oltre il 90% delle tratte in Sicilia. Questa sorta di monopolio spinse Davide Mattiello, componente della Commissione parlamentare antimafia, a presentare un'interrogazione al governo rimasta ancora senza risposta.

TRA SOSPENSIONE DI SERVIZI E PARENTOPOLI. La società Ustica Lines è balzata agli onori della cronaca un paio di anni fa quando Vittorio Morace fermò i traghetti e minacciò di licenziare i dipendenti, perché, a seguito di un contenzioso contrattuale con la Regione, l'Ente non aveva elargito i contributi. Nell'aprile scorso il gup di Trapani lo aveva rinviato a giudizio derubricando l'accusa contestata dalla Procura di interruzione di pubblico servizio da aggravata a semplice. Sempre nel 2015, prima del passaggio delle consegne da Morace senior a Morace junior, la Procura di Palermo stava indagando sulla società perché godeva di un aggio superiore alle aziende concorrenti. E da quelle indagini emerse che alcuni funzionari della Regione avevano avuto dei parenti assunti in seno alla Ustica Lines.

LA LIBERTY LINES APPENA PREMIATA DALLA REGIONE. La Liberty Lines era stata premiata lunedì scorso dalla Presidenza della Regione siciliana con una «speciale attestazione di merito» come «azienda di eccellenza» nell'ambito delle celebrazione per il 71esimo anniversario dell'Autonomia. «Ringraziamo il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta per averci conferito questo attestato», aveva detto Ettore Morace, amministratore della compagnia, «perché è il segno di una continua attenzione agli sforzi imprenditoriali, economici e sociali del nostro gruppo. Per noi questa menzione è un motivo di orgoglio, sia per le nostre radici sul territorio siciliano, sia per il continuo sforzo nell'assicurare quei servizi che tengono legati l'isola e i suoi arcipelaghi». Proprio la convenzione con la Regione per il servizio di collegamento con le isole minori è al centro dell'inchiesta che venerdì ha portato all'arresto di Morace.

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