Migranti Marcia
20 Maggio Mag 2017 1508 20 maggio 2017

Migranti, a Milano migliaia in marcia per l'accoglienza

Dopo le polemiche seguite all'accoltellamento in Stazione Centrale, scendono in piazza centri sociali, personalità politiche, associazioni culturali. Contestato il Pd dagli antagonisti.

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È stata una festa, senza incidenti o quasi. A Milano il corteo "Insieme senza muri", la manifestazione organizzata a sostegno dei migranti, ha raccolto oltre 100 mila perosne, secondo le stime degli organizzatori. Dovevano essere solo 10 mila, stando alle ipotesi della vigilia. Non erano mancate le polemiche politiche, soprattutto dopo l'aggressione avvenuta in Stazione Centrale, dove un 20enne aveva accoltellato un poliziotto della Polfer e due militari durante un controllo dei documenti. Per questo il governatore della Lombardia Roberto Maroni aveva chiesto la cancellazione dell'iniziativa.

SINDACI CON LA FASCIA TRICOLORE. Da registrare c'è stata solo una contestazione al Partito democratico da parte di un gruppo di antagonisti che avrebbe voluto l'assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, fuori dal corteo. Rappresentanti di tante comunità straniere, alcuni con i costumi tradizionali, si sono mischiati a sindaci con la fascia tricolore, a partire da quello di Milano, Giuseppe Sala.

Migranti, associazioni dalla Caritas a Legambiente, personaggi famosi (da Gino Strada a Roberto Vecchioni passando per il fondatore di Slow Food Carlin Petrini e la segretaria Cgil Susanna Camusso), politici (dal ministro Maurizio Martina a Massimo D'Alema e Pier Luigi Bersani, al segretario di SI Nicola Fratoianni) e tanta gente comune. Tutti dietro al presidente del Senato, Pietro Grasso, a Beppe Sala e a Emma Bonino, che hanno aperto il corteo.

MANCAVA RENZI, CHE PERÒ ERA A MILANO. Non c'era invece il segretario del Pd Matteo Renzi, a Milano per un incontro, che avrebbe poi espresso solidarietà a Minniti per le critiche ricevute. Una parte del corteo - quella legata alla piattaforma "Nessuno è illegale" di cui fanno parte centri sociali e associazioni come il Naga - aveva annunciato di voler contestare non solo la legge Bossi-Fini ma anche i nuovi provvedimenti del ministro dell'Interno Marco Minniti che del Pd è esponente di spicco.

CENTRI SOCIALI CONTESTANO IL GOVERNO. La tensione si è sentita all'altezza di piazza della Repubblica, dove un gruppo di dimostranti ha chiesto urlando l'allontanamento dell'assessore Rozza. I contestatori hanno definito lo spezzone del Partito democratico «la peggior destra», ripetendo che la presenza del Pd è fuori luogo poiché sostiene la legge Minniti-Orlando. Sono volati insulti e qualche spintone, ma senza che le forze dell'ordine siano state costrette a intervenire: è poi tornata la calma e la contestazione è cessata.

SALA: «COSTRUIRE PONTI, NO MURI». Il sindaco di Milano Beppe Sala ha detto che il tema dell'immigrazione «riguarderà le nostre vite per i prossimi decenni e io voglio essere un costruttore di ponti non di muri». Dal palco della manifestazione ha poi dichiarato: «Di fronte al tema epocale delle migrazioni non si può girarsi dall'altra parte. Vi prometto che non lo farò. Lavoro ogni giorno per costruire una grande Milano, ma questo non avrebbe senso se si perdesse l'anima solidaristica della città, io cercherò di fare Milano grande ma senza dimenticare la solidarietà».

GRASSO: «CHI È NATO QUI È ITALIANO». Anche il presidente del Senato Pietro Grasso è intervenuto: «Chi è nato in Italia, studia in Italia, è italiano. Io sono qui per difendere la Costituzione», ha detto ricordando che la Carta prevede l'accoglienza di chi non ha diritti garantiti nel suo Paese d'origine. «È il momento che l'Europa diventi più equa e solidale».

BERLUSCONI: «POLIZIA DELEGITTIMATA». Di diverso avviso Silvio Berlusconi. Che sulla manifestazione la pensa così: «Ci sono i pro e i contro. Personalmente io credo che questa iniziativa abbia un po' delegittimato le forze dell'ordine che hanno fatto quella operazione per quanto riguarda gli immigrati stranieri presenti attorno alla nostra Stazione Centrale. Io personalmente non l'avrei fatta. Chi l'ha fatta dovrà essere molto chiaro nel dare il suo sostegno alle forze dell'ordine».

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