Curva Juve
26 Maggio Mag 2017 2124 26 maggio 2017

Juventus, 'ndrangheta in curva: chiesti 112 anni di carcere

La requisitoria dei pm Paolo Toso e Monica Abbatecola, nel processo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese in Piemonte: «Rocco Dominello aveva tutti i tagliandi che voleva».

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La 'ndrangheta fa affari con i biglietti della Juventus dal 2003. È questa l'accusa formulata a Torino dai pm Paolo Toso e Monica Abbatecola, nel processo con rito abbreviato davanti al gip sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese in Piemonte. Ben 112 gli anni di carcere complessivi chiesti per 15 dei 23 imputati. Tra loro anche Saverio Dominello e suo figlio Rocco, capo ultrà della Juve: avrebbero cercato di infiltrarsi nella curva dello Juventus Stadium, per gestire il business del bagarinaggio.

LA DINAMICA DELL'INFILTRAZIONE. Accusati di associazione mafiosa e tentato omicidio, per Saverio Dominello e suo figlio Rocco sono state chieste condanne a 12 e 8 anni di reclusione. Per Fabio Germani, che deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, la pena richiesta è stata invece di 5 anni: «È stato lui a introdurre Rocco Dominello negli ambienti juventini e sapeva benissimo chi fossero Rocco e suo padre Saverio», hanno detto Toso e Abbatecola. La pena più alta, 17 anni di carcere, i pm l'hanno chiesta per Diego Raso, accusato di far parte della "locale" che controllava gli appalti del movimento terra nel Nord del Piemonte, tra Vercelli e Biella.

AGNELLI ASCOLTATO COME TESTIMONE. Lo scorso 15 maggio il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, è stato ascoltato come testimone dai magistrati torinesi, di fronte ai quali ha escluso qualunque tipo di pressione mafiosa sul club e sui suoi dirigenti. Una posizione ribadita all'Antimafia lo scorso 18 maggio. La Juventus, ha detto Agnelli, non è mai stata avvertita «da organi dello Stato» dello spessore criminale di Rocco Dominello. E la società non ha «mai ricevuto informative» in merito dalla Digos.

LE UDIENZE RIPRENDERANNO IL 30 E 31 MAGGIO. Per i magistrati che ne hanno chiesto la condanna, però, Dominello non era un semplice ultrà. E per sapere se è davvero così non bisognerà aspettare fino a settembre: le udienze riprenderanno il 30 e il 31 maggio. In ogni caso, secondo gli inquirenti, «non sono le pressioni al presidente il punto dell'inchiesta, né di questo processo. La 'ndrangheta controllava il bagarinaggio, ogni gruppo ultrà aveva una famiglia della 'ndrangheta e otteneva una parte dei profitti. La 'ndrangheta fa affari con i biglietti della Juve dal 2003. Rocco Dominello aveva tutti i tagliandi che voleva».

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