Cosentino
29 Maggio Mag 2017 1406 29 maggio 2017

Catanzaro Calcio, arrestato il presidente Giuseppe Cosentino

Ai domiciliari anche la figlia Ambra e il promotore finanziario milanese Stefano Noschese. L'accusa è associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio. Circa 9 milioni di euro sarebbero transitati verso i paradisi fiscali di Panama e Hong Kong e poi rientrati in una banca di Lugano.

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La sua squadra si è appena salvata dalla retrocessione in Serie D, ma per il presidente del Catanzaro Calcio sono scattati gli arresti domiciliari. L'imprenditore Giuseppe Cosentino è infatti accusato dalla procura di Palmi di appropriazione indebita, riciclaggio e altri reati tributati, assieme alla figlia Ambra e ad alcuni dipendenti della sua società di import-export, la Gicos di Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria. Gli arrestati, secondo i pm, avrebbero trasferito illecitamente in Svizzera ingenti somme di denaro. Ai domiciliari è finito anche il promotore finanziario milanese Stefano Noschese.

TUTTO È NATO DA UNA VERIFICA FISCALE. Il provvedimento scaturisce dall'avvio, nel giugno del 2011, di una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria nei confronti della Gicos, nel cui ambito erano emerse numerose irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l'estero nonché ad un ingente utilizzo di denaro contante.

IL PATRON DEL CATANZARO AL VERTICE DELLA PRESUNTA ORGANIZZAZIONE. Le attività investigative, attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione di documentazione bancaria e fiscale, escussione di persone informate sui fatti, attività di perquisizione e sequestro e rogatorie internazionali, hanno evidenziato l'esistenza di una presunta associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione dei reati di appropriazione indebita, di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione infedele, nonché di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Una presunta associazione diretta dal patron del Catanzaro Calcio, dalla figlia e da alcui dipendenti della società.

BOTTINO DI CIRCA 9 MILIONI DI EURO. In tutto circa 9 milioni di euro sarebbero transitati verso i paradisi fiscali di Panama e Hong Kong, per poi rientrare in una banca di Lugano attraverso conti cifrati. Lo studio di Noschese, secondo le indagini condotte dalla guardia di finanza, sarebbe servito ai Cosentino per riciclare il denaro occultato alle verifiche fiscali e ricollocarlo all'estero. Le somme provenivano da passivi di bilancio inesistenti e fatturazioni di comodo, soldi che passavano in taluni casi anche dai conti privati dei dipendenti della società, i quali, dopo gli incassi, riversavano ai Cosentino le somme finite sui loro conti. Utilizzando il terzo scudo fiscale, i Cosentino avevano condonato circa sette milioni di euro depositati sui conti di Panama, Nassau e Lugano.

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