Rogo Centocelle
29 Maggio Mag 2017 1430 29 maggio 2017

Rogo di Centocelle, indagati due uomini di etnia rom

La pista seguita dagli investigatori è sempre stata quella di una faida interna alla comunità.

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Sono incentrati su due uomini di etnia rom i sospetti di procura e della squadra mobile sull'origine del rogo del camper, parcheggiato nei pressi di un centro commerciale alla periferia di Roma, in cui, il 10 maggio scorso, morirono tre sorelle di 4, 8 e 20 anni. Identificati grazie a testimonianze e video di telecamere a circuito chiuso (agli atti c'è un filmato in cui si vede un uomo lanciare una bottiglia incendiaria), i presunti responsabili di quell'atroce gesto sono da oggi iscritti nel registro degli indagati dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Antonino Di Maio per omicidio plurimo, tentato omicidio e porto di oggetti incendiari.

NEL CAMPER 11 PERSONE. Nel camper viveva la famiglia Halilovic: 11 persone delle quali solo otto riuscirono a scampare alle fiamme. La pista seguita da inquirenti ed investigatori è quella di una vendetta, una faida all'interno della comunità rom, forse per l'assegnazione dei container nei campi nomadi, che sarebbe sfociata anche in altri incendi ed aggressioni. In passato, in alcuni accampamenti della Capitale, si sono registrate risse e violenze, ad esempio tra serbi e bosniaci, anche in campi dove avevano vissuto gli Halilovic, che sono di origine bosniaca.

PERQUISITI DIVERSI CAMPI ROM. Fu lo stesso Romano Halilovic, padre delle tre ragazze morte, ad ipotizzare con la polizia un possibile collegamento tra l'incendio del suo camper ed i dissidi con altre famiglie. Per identificare coloro che avrebbero avuto un ruolo nel terribile incendio nel parcheggio del centro commerciale di via della Primavera, quartiere Centocelle, gli investigatori hanno passato al setaccio alcuni campi nomadi della città.

ANALIZZATE ANCHE TRACCE DI LIQUIDO. Accertamenti compiuti anche fuori dalla capitale considerato che l'autore materiale del lancio della bottiglia incendiaria e degli eventuali complici potrebbero aver lasciato Roma. Gli investigatori si sono concentrati non solo sulle immagini dello sconosciuto che a volto scoperto lancia la bottiglia incendiaria, ma anche sulle tracce di liquido infiammabile trovate intorno al camper e nelle vicinanze e su alcuni frammenti di bottiglia, alla ricerca di impronte.

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