Villa Pignatelli
30 Maggio Mag 2017 1205 30 maggio 2017

Palazzina Rothschild a Napoli, una storia di affittuari "abusivi"

Negli appartamenti immersi nel parco di Villa Pignatelli vivono i discendenti degli ex custodi ed ex giardinieri. Contro la legge e a cifre mensili ridicole. Tra di loro c'è persino il procuratore Zuccarelli.

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La Palazzina Rothschild è immersa nel parco di uno dei più bei monumenti di Napoli: Villa Pignatelli. Costruita nel 1826 per volere di sir Ferdinand Richard Acton, figlio del stesto baronetto John Francis Edward Acton, primo ministro di Ferdinando I, la Villa passò ai banchieri tedeschi fino al 1867. Dal 1950 è di proprietà dello Stato. Al suo interno ci sono musei, raccolte di libri antichi e di microsolchi di musica classica e lirica e centinaia di oggetti preziosi. È una piccola «Central Park» nel cuore di Chiaia, il quartiere-chic della città. Proprio di fronte al lungomare e al Vesuvio che domina il Golfo.

CHI CI VIVE NON NE HA IL DIRITTO. Nella Palazzina Rothschild, oltre ai fantasmi dei nobili e dei principi che un paio di secoli fa lì si incontravano per essere aggiornati sulla spedizione dei Mille e sul progetto di unificazione del Regno delle Due Sicilie allo Stato Sabaudo, ci vivono pure dei comuni mortali. Non dovrebbero perché, secondo la procura regionale della Corte dei conti, non ne hanno diritto. Sono i discendenti dei vecchi custodi e dei vecchi giardinieri che lavoravano nel complesso, figli e nipoti. Morti loro, gli appartamenti son passati agli eredi. E questo, dicono i giudici, non si può fare anche se il tema in punta di diritto è complesso e, come si sa, la giurisprudenza è varia.

Una facciata esterna di Villa Pignatelli.

Quello dei fitti agevolati e delle locazioni di favore nei monumenti partenopei è un filone d'inchiesta che garantisce sempre qualche sorpresa da queste parti. La sorpresa nel fascicolo su Villa Pignatelli la Guardia di finanza l'ha avuta inciampando nel nome di Fausto Zuccarelli, procuratore aggiunto a Napoli. Magistrato stimato e responsabile delle indagini antiterrorismo, con un passato nella sezione dei Reati finanziari, vive nella Palazzina Rothschild perché ha sposato la figlia di un ex dipendente della struttura al quale, nel 1961, fu assegnata quella casa alla Riviera di Chiaia.

OCCUPANTI PURE A PALAZZO REALE. Non avrebbe titolo, la signora, per stare lì. Non lavora, infatti, nella Soprintendenza ma ha solo beneficiato di una «successione» nella conduzione. Nelle sue stesse condizioni ci sono decine di inquilini in tutta la città. Abitano nel parco della Floridiana o si affacciano sul bosco di Capodimonte. Fino a qualche tempo fa c'erano occupanti senza titolo pure a Palazzo Reale e nella Reggia di Caserta. Poi sono arrivate le divise e sono iniziati gli sgomberi.

Il procuratore aggiunto di Napoli Fausto Zuccarelli.

Le Fiamme gialle stanno vagliando carte su carte per mappare non solo gli affittuari, ma per ricostruire il percorso amministrativo che ha consentito questa strana usanza, e trarne le dovute conseguenze in termini di responsabilità. Come ha scritto Alessio Gemma su la Repubblica Napoli, il sostituto procuratore della Corte dei conti Ferruccio Capalbo ha aperto un ennesimo filone d'indagine sulle «case monumentali» che ha portato alla contestazione a cinque alti dirigenti del ministero dei Beni culturali e dell'Agenzia del Demanio di un danno erariale di almeno un milione di euro.

E SI PAGA SOLTANTO 50 EURO AL MESE. Soldi che, con canoni a prezzi di mercato, sarebbero entrati nelle casse dello Stato. Soldi che gli inquilini hanno, di converso, risparmiato andando a pagare cifre per lo più ridicole. C'è uno per esempio che avrebbe dovuto sborsare 800 euro e ne corrisponde appena un sedicesimo. Cinquanta euro, oneri condominiali compresi. Non male. Ferdinando I però non la prenderebbe bene.

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