3 Giugno Giu 2017 1514 03 giugno 2017

Baciamano al boss, Cafiero de Raho difende i carabinieri

Il procuratore di Reggio Calabria dopo l'omaggio dei vicini al latitante catturato Giuseppe Giorgi: «I militari non l'avrebbero mai permesso, ma si sono trovati a muoversi in un corridoio stretto».

  • ...

Il baciamano dei vicini di casa al boss Giuseppe Giorgi, catturato in Calabria nel paesino di San Luca, è un gestp «ignobile», ma non è «né condivisione, né tantomeno segno di debolezza dello Stato, che anzi, in questa occasione, ha dato una straordinaria dimostrazione di forza». Ne è convinto il procuratore di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, sceso in campo per difendere i carabinieri dalle polemiche scatenate dalle immagini (guarda il video): «I militari che si abbracciano felici come bambini dopo l'arresto sono la parte più bella di uno Stato efficiente in grado di catturare un latitante».

PER IL PROCURATORE CONTA IL RISULTATO. E quel baciamano? «I carabinieri non l'avrebbero mai permesso», assicura Cafiero de Raho, «ma si sono trovati a muoversi in un corridoio lungo e stretto, dove era difficile anche muoversi affiancati. In più è giunto al termine di una perquisizione durata oltre cinque ore nel corso delle quali i militari hanno lavorato in presenza di persone in casa che urlavano e minacciavano dicendo che non c'era nessuno. Noi, inoltre, conosciamo bene la forza militare della 'ndrangheta. E in quel contesto i carabinieri erano anche impegnati a guardarsi intorno. L'importante era portare via Giorgi senza problemi, ed è quello che è stato fatto».

A SAN LUCA NIENTE ELEZIONI. A San Luca, intanto, l'11 giugno prossimo non si voterà per il rinnovo del consiglio comunale, sebbene le urne fossero in programma. Nessuna lista, infatti, si è presentata al cospetto dei cittadini. Il Comune, sciolto per mafia a maggio del 2013, continuerà quindi ad essere retto da un commissario. Non è la prima volta che San Luca non riesce a eleggere il proprio sindaco. Nel 2015 le consultazioni si sono svolte, ma l'unica lista in corsa non riuscì a raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto, fermandosi al 43,09%.

I COMPLIMENTI DEL BOSS AI CARABINIERI. Giorgi era sfuggito alla cattura per 23 anni. Deve scontare un cumulo di 28 anni e 9 mesi di reclusione per associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Sposato con la figlia di Sebastiano Romeo, capo dell'omonima famiglia di 'ndrangheta, era noto per la sua abilità nel traffico internazionale di cocaina. «Bravi, mi avete preso», ha detto ai carabinieri. Poi, rivolto alle figlie, ha aggiunto: «Si sapeva che prima o poi doveva finire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati