Riina Carcere
13 Giugno Giu 2017 1531 13 giugno 2017

Riina, Bindi: «Torna in cella, non esiste il diritto di morire a casa»

Visita a sorpresa della presidente dell'Antimafia all'ospedale di Parma: «È ancora il capo di Cosa Nostra e in carcere gode di cure migliori di quelle che avrebbe ai domiciliari».

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«Riina si trova in una condizione di cura e assistenza continue che, a dir poco, sono identiche, se non superiori, a quelle che potrebbe godere in status libertatis o in regime di arresti domiciliari, e in cui gli è ampiamente assicurato il diritto, innanzitutto, ad una vita dignitosa e, dunque, a morire, quando ciò avverrà, altrettanto dignitosamente a meno che non si voglia postulare l'esistenza di un diritto a morire fuori dal carcere non riconosciuto dalle leggi», è la conclusione della presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi, secondo la quale «Riina è stato e rimane il capo di Cosa Nostra perché tale rimane per le regole mafiose».

VISITA A SORPRESA. Bindi ha quindi spiegato che il 12 giugno, «senza preavvertire le strutture interessate», è andata presso la sezione detentiva dell'ospedale nel quale è ricoverato Riina e presso la sezione del 41 bis della casa circondariale di Parma e ha chiesto ai vicepresidenti, senatore Gaetti e onorevole Fava, insieme alle dottoresse Sabella e Rinaldini e al dottor Comparone, «di accompagnarmi in questo sopralluogo». «Nella struttura ospedaliera», ha riferito la presidente dell'Antimafia, «si è potuto constatare che il detenuto si trovava seduto su una sedia a rotelle, in buon ordine e con uno sguardo vigile. La camera dove si trova è di confortevoli dimensioni, assolutamente corrispondente a una qualsiasi stanza di degenza ospedaliera, dotata di bagno privato attrezzato per i disabili, e in ottime condizioni igieniche».

«COSTANTEMENTE ASSISTITO». «Il personale medico ha inoltre spiegato che Riina si alimenta autonomamente, è tenuto sotto stretta osservazione medica per il controllo delle sue patologie che peraltro, allo stato, non presentano manifestazioni acute, e, per quanto attiene alle sue generali condizioni di decadimento fisico, è costantemente assistito da una equipe di infermieri che lo accudisce più volte al giorno per ogni necessità», ha spiegato la Bindi, «dal punto di vista intellettivo, come chiarito dai medici e come confermato dagli agenti del Gom addetti alla sorveglianza, Riina interloquisce normalmente con il personale medico, paramedico e della polizia penitenziaria, svolge i colloqui con i familiari e con il suo difensore, scrive lettere ai parenti e legge senza difficoltà quelle che riceve, partecipa alle udienze sebbene ciò comporti uno spostamento temporaneo presso la casa di reclusione di Parma e solo in rare occasioni ha dovuto rinunciarvi ma non per sua volontà bensì per la contraria indicazione dei sanitari in relazione alla sua salute».

LUCIDITÀ PSICHICA E CAPACITÀ FISICA. La presidente dell'Antimafia ha ricordato che dal gennaio 2016 ad oggi, Riina è stabilmente ricoverato nel reparto detentivo di una struttura ospedaliera pubblica di Parma; anche nel periodo successivo a questo ricovero ha continuato a partecipare, in videoconferenza, alle numerose udienze che lo riguardano, «così dimostrando di conservare lucidità psichica e anche una certa capacità fisica tanto da sottoporsi ai continui trasporti presso la casa di reclusione di Parma - dove si trova la sala per la celebrazione delle udienze a distanza - per poi fare rientro, in giornata, in ospedale»; dopo la pronuncia della Cassazione, è stata attivata la procedura per la predisposizione di un letto ospedaliero di nuova tecnologia per il caso in cui il detenuto dovesse rientrare in carcere.

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