Imperatore Capri
14 Giugno Giu 2017 1411 14 giugno 2017

Si fingeva principe per scroccare soggiorni da favola

Per gli investigatori Cernetic, sedicente nobile del Montenegro, ha ingannato vip e autorità religiose. Novant'anni fa il caso di un canadese che, presentandosi come capo pellerossa, prese in giro perfino il Duce.

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La storia ricorda un po' quella di Antonio De Fazio, semplice cameriere di un albergo di Napoli scambiato da un'ospite facoltosa per il ricchissimo Bey Khan di Agapur. Forte di questo scambio di identità viene così invitato a Capri dove con i suoi turbanti e le sue mosse spopola nell'ambiente proto radical-chic degli Anni 50. L'arrivo improvviso di moglie e suocera sull'Isola azzurra rischia però di rovinare quel boccone di dolce vita che Antonio è riuscito ad assaggiare.

SUA ALTEZZA STEPHAN. In questo caso però non si tratta della trama della nota commedia di Totò, L'imperatore di Capri. Né di un fortuito scambio di identità. E a mandare a monte i piani di Stephan Cernetic non è stata una moglie gelosa con mammà ma i carabinieri di Brindisi. Già perché il sedicente Cernetic principe del Montenegro e nobile brindisino che amava fotografarsi con vip e nobili in realtà non esistebbe. Il titolo gli sarebbe servito solo per scroccare soggiorni in resort di lusso e stringere mani a imprenditori e autorità religiose. L'uomo è stato denunciato per falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità personale o su qualità personali proprie o di altri e possesso e fabbricazione di documenti di identità falsi.

LA DIFESA SU FACEBOOK. Lui però si difende. «In relazione alle assurde bufale, bugie e malainformazione apparse oggi su alcuni giornali italiani», si legge in un post su Facebook, «teniamo a precisare che Stefan Cernetic, SAIR Principe di Montenegro e Macedonia, è il Capo di una delle due casate storiche del Montenegro e che Egli non ha truffato proprio nessuno, essendo stato invitato in Puglia l'estate scorsa in viaggio di lavoro pagandosi le spese di tasca propria e su invito di alcuni imprenditori locali che hanno messo a disposizione la strittura ospitante, una masseria».

COMUNICATO della Casa Imperiale Reale Cernetic di Montenegro & Macedonia. In relazione alle assurde bufale, bugie e...

Geplaatst door Stefan Cernetic op woensdag 14 juni 2017

Le indagini sul sedicente principe e sul suo fedele accompagnatore, un 63enne di Quindici, in provincia di Avellino, con precedenti per truffa che si spacciava per ambasciatore macedone, erano partite lo scorso agosto quando il ministero degli Affari Esteri aveva segnalato che Cernetic, durante la sua visita in Puglia, ospite di un imprenditore del Barese, aveva utilizzato una autovettura Mercedes con insegne della Repubblica del Montenegro e adesivi del Corpo diplomatico, precisando che lo stesso non era in realtà un funzionario diplomatico dell'ambasciata del Montenegro in Italia e quindi non godeva di alcuna immunità o privilegio sul territorio italiano.

IL SEQUESTRO DI TIMBRI E LASCIAPASSARE FALSI. Ma non è finita. Poco prima, dal 5 al 31 luglio 2016, i due soci avevano trascorso presso un resort di Fasano (Brindisi) un periodo di vacanza, nel corso del quale si erano intrattenuti con rappresentanti del clero, della politica e dell'imprenditoria locale. Secondo gli investigatori sarebbe stata solo una pantomima per soggiornare a sbafo in località di prestigio italiane ed europee. Una presunta messa in scena realizzata attraverso l'accreditamento ottenuto in istituzioni di tutta Italia con la falsa autorità nobiliare e con la concessione di cavalierati, passaporti diplomatici e simili. Nelle perquisizioni eseguite sono stati sequestrati timbri, falsi lascia passare diplomatici, adesivi del corpo diplomatico attestati di premi internazionali della casa reale del Montenegro, diplomi di varia natura.

Cernetic con il principe Alberto di Monaco in una foto (non si sa un fotomontaggio o meno) sul suo profilo Fb

In attesa che la giustizia faccia il suo corso, e senza disturbare il principe Antonio De Curtis, va però detto che non è la prima volta che accadono cose del genere. Ci si è spacciati per principesse, broker, ma anche funzionari dell'Inps o campioni della Roma per truffare ignari cittadini dopo aver conquistato la loro fiducia. L'episodio più eclatante risale al 1924, anno dell'omicidio Matteotti e dell'inizio del Ventennio, quando in Italia sbarcò Cervo Bianco o Tewanna Ray, capo della tribù dei Tuscaro. Almeno con questo nome era entrato nei salotti buoni d'Europa. In realtà, il suo vero nome era Edgar Arthur Laplante, era nato nel 1888 in Canada ed era figlio di un muratore e una nativa nordamericana. Unica nota realistica.

COSÌ CERVO BIANCO FREGÒ I FASCISTI. Cervo Bianco aveva intrapreso il Grand Tour europeo, come raccontato da Vice, per un motivo più che nobile: denunciare le condizioni in cui erano costretti a vivere i Nativi d'America. Convincente e carismatico, era riuscito a conquistare le contesse austriache Antonia e Melania Khevenhüller conosciute durante uno spettacolo a Nizza le quali decisero di sposare la sua causa sponsorizzandolo. Inutile dirlo: anche il nostro Paese si infatuò velocemente di questo personaggio esotico che, come narravano i giornali dell'epoca, distribuiva banconote e offriva - con il portafoglio delle contesse Khevenhüller - cene ogni sera a decine di invitati. La sua divenne una marcia trionfale. In ogni città ad accoglierlo trovava delegazioni ufficiali di gerarchi fascisti. Si narra anche che, giunto a Trieste, volle imitare Gabriele D'Annunzio atterrando con un idrovolante a Fiume dove venne insignito del titolo fascista ad honorem. La sua fama sembrava inarrestabile, tanto che cominciò a circolare la notizia di un suo incontro col Papa e lui, il Duce. Incontro che però, per motivi fortuiti, non avvenne mai.

Cervo Bianco in mezzo ai gerarchi.

Cervo Bianco si dovette accontentare di alcune foto autografate. Poco dopo però la sua pantomima venne interrotta bruscamente. I Khevenhüller scoprirono la fortuna che aveva delapidato e procedettero alla denuncia. Cervo Bianco fu arrestato e definito dallo psichiatra «bugiardo patologico dalla personalità istrionica». Sono passati 90 anni, ma siamo nel profondo ancora sedotti dal principe che viene da lontano. Ieri il pellerossa, oggi il nobile montenegrino. Quasi come fossimo noi ad avere bisogno di loro. E non il contrario.

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