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17 Giugno Giu 2017 1200 17 giugno 2017

Malasanità, il confronto con l'Europa in sei mappe

L'Italia è tra i primi Paesi per numero di medici (386 ogni 100 mila abitanti). E nella media per posti letto (321). Ma per l'Eurostat il 33% di decessi sarebbe stato evitabile. Maglia nera per la Romania (49%).

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Lo scandalo dell’ospedale San Paolo di Napoli ha riaperto la vecchia piaga della malasanità. Una piaga che a ben vedere potrebbe esulare da dati puramente oggettivi sulle strutture, se si pensa che nelle graduatorie europee sul numero di medici e di posti letto il nostro Paese non sfigura affatto. Sul primo fronte, le regioni italiane sono tra le prime della classe nel Vecchio continente. Secondo l'Eurostat, l’Italia (386 medici ogni 100 mila abitanti) ha gli stessi numeri dei Paesi migliori. Per esempio, il Lazio (453) fa meglio del Vestlandet, regione meridionale della virtuosissima Norvegia.

Valori leggermente inferiori sul piano dei posti letto disponibili (321 ogni 100 mila abitanti). In Italia la regione migliore è l’Emilia-Romagna (398). Meno ricettività negli istituti del Sud con Campania e Calabria fanalini di coda ma comunque in linea, per esempio, con i valori irlandesi, ovvero circa 240 posti ogni 100 mila abitanti. Lontani, in questo caso, i Paesi migliori come Francia e Austria. Alcune regioni transalpine raggiungono la soglia di 700 posti così come alcune zone della Polonia e dell’Ungheria.

Per quanto concerne gli errori sanitari, l’ultima grande rilevazione in Italia risale al 2013 con i lavori di una commissione parlamentare di inchiesta dedicata. In totale, nel nostro Paese tra il 2009 e il 2013 erano state presentate 570 denunce per malasanità e di queste oltre 200 erano concentrate tra Sicilia (117) e Calabria (107). A seguire Lazio (63), Campania (37), Emilia-Romagna e Puglia (36 a testa). Tendenze analoghe anche per quanto riguarda i casi sfociati in decesso: 261 sono stati attribuiti a errori medici e altri 139 a inefficienze di vario tipo all’interno degli apparati di cura. Anche in questo caso, Calabria e Sicilia erano in testa per le denunce rispettivamente con 87 e 84 segnalazioni.

Riguardano il 2013 anche i dati dell'Eurostat, che in un rapporto pubblicato a maggio 2016 ha quantificato il numero di decessi potenzialmente evitabili, Paese per Paese. Si tratta dunque di dati legati allo sviluppo tecnologico delle strutture e alla qualità delle cure, ma non necessariamente all'errore umano. Il Paese che presenta la percentuale più bassa è la Francia con il 23% di decessi evitabili. Maglia nera invece per la Romania (49%), seguita a ruota dagli altri Stati del Baltico. Abbastanza bene l'Italia che con il 33% ha un valore in linea con la media europea (33,7%).

Percentuali di decessi evitabili migliorando le conoscenze mediche e tecnologiche. (Dati 2013)

In Italia oltre ai dati della Commissione è andato l'Osservatorio Sanità, un'associazione in difesa dei pazienti. Secondo le sue rilevazioni del 2015 ogni anno ci sono oltre 34 mila citazioni per danni subiti negli ospedali e di queste il 78% è relativo a lesioni fisiche. La maggior parte di questi esposti all'autorità giudiziaria arriva dal Sud e dalle isole (44%), seguito del Nord (32%) e dal Centro (23%). Dopo l'ospedale i medici più segnalati da pazienti e familiari sono quelli di Ortopedia e Traumatologia seguiti dagli operatori del Pronto Soccorso, chirurghi ostetrici e ginecologi.

Un altro contributo ancora arriva dal Simes, il sistema informativo per il monitoraggio degli errori in Sanità del ministero. Tra il 2005 e 2012 ha registrato 26 operazioni chirurgiche eseguite su parti del corpo errate e 32 pazienti operati con procedure non conformi alla patologia. Secondo i dati ci sono state poi 471 cadute in ospedale che hanno portato a morte o gravi danni del paziente; 295 i suicidi o i tentati suicidi; 135 i casi di decessi o danni imprevisti dopo gli interventi chirurgici.

753 LESIONI DURANTE LA DEGENZA. Secondo i dati del ministero ci sono stati 55 casi di malattie gravi o morti collegate al parto, 79 casi sarebbero invece legati a problemi nella terapia farmacologica. La maggior parte degli eventi lesivi (753) si sono verificati nei reparti di degenza dei malati, seguiti dalle sale operatorie (359) e dai bagni (130).

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