Esplosione Milano, abbreviato per padre
19 Giugno Giu 2017 1344 19 giugno 2017

Palazzina esplosa a Milano, ergastolo a Pellicanò

Nello scoppio morirono l'ex moglie e due vicini di casa. L'uomo aveva svitato deliberatamente il tubo del gas causando la tragedia.

  • ...

È stato condannato all'ergastolo Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario arrestato per aver svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento provocando un'esplosione nella palazzina di via Brioschi a Milano nel giugno 2016 e uccidendo la sua ex compagna Micaela Masella, la coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, e ferendo gravemente le sue due bimbe. Lo ha deciso il gup Chiara Valori nel processo con rito abbreviato.

RICONOSCIUTA UNA SOLA AGGRAVANTE. Pellicanò è stato riconosciuto colpevole dei reati di strage e devastazione. Entrambi i reati nella richiesta di pena venivano aggravati per «aver agito per motivi abietti e futili», circostanza non riconosciuta dal giudice. Per la sola devastazione è stata riconosciuta l'aggravante di aver «commesso il fatto in presenza o in danno» di minorenni. L'ergastolo era la richiesta di pena chiesta dal pubblico ministero Elio Ramondini per Pellicanò.

PERSA LA PATRIA POTESTÀ. Con la sentenza Pellicanò è stato anche dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale sulle due bambine che rimasero ferite gravemente a causa dello scoppio. Un decadenza che avrà effetto dal momento in cui la condanna diventerà definitiva. Lo ha deciso il gup di Milano che non ha riconosciuto alcun vizio parziale di mente all'imputato, come richiesto dal pm Elio Ramondini. L'unico sconto è stato quello del rito abbreviato sull'isolamento diurno. Il vizio parziale era stato indicato in una perizia psichiatrica che evidenziava la depressione di cui soffriva l'uomo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati