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19 Giugno Giu 2017 1615 19 giugno 2017

Parigi, auto travolge furgone della polizia sugli Champs-Élysées

Veicolo in fiamme dopo lo schianto: l'uomo alla guida è morto. Era armato e noto all'intelligence. Le autorità francesi: «È terrorismo». Nessun ferito nell'impatto.

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Momenti di paura sugli Champs Elysées, dove un'auto ha travolto una camionetta della gendarmerie prima di prendere fuoco. Il conducente è morto in quello che il ministro dell'Interno francese considera a tutti gli effetti un episodio di terrorismo.

AUTO IN FIAMME SUI CAMPI ELISI. «Intervento in corso sugli Champs Elysées. Evitate il settore», è stato il messaggio twittato all'istante dalla polizia di Parigi, che ha inviato a tenersi lontani dall'area dove un'auto era stata inizialmente segnalata in fiamme all'altezza della fermata della metropolitana Franklin Roosevelt assieme a un uomo a terra.

L'uomo che si è deliberatamente lanciato contro il furgone di gendarmi è stato estratto dalla sua auto «gravemente ferito» ed è morto pochi istanti più tardi. Addosso all'attentatore è stata trovata un'arma. Anche per questo l'atto è considerato come «terrorismo» e l'inchiesta è stata affidata alla procura anti-terrorismo e alla DGSI.

BOMBOLE DI GAS A BORDO DELL'AUTO. Come anticipato dall'emittente Bfm, l'auto aveva al suo interno diverse bombole di gas che avrebbero innescato l'esplosione del veicolo.

Secondo quanto riferito da Le Parisien, l'attentatore, di nome Adam Lotfi Djaziri, era nato nel 1985 in Francia da genitori tunisini ed era schedato S, sigla riservata ai sospetti radicalizzati. Media locali hanno inoltre riferito che Lotfi tornava spesso in Tunisia dove era solito frequentare ambienti estremisti islamici, in particolare il gruppo dichiarato terroristico dalle autorità tunisine, Ansar al Sharia.

QUARTIERE ISOLATO. Il quartiere degli Champs-Élysées è rimasto a lungo isolato, dopo l'azione che si è conclusa davanti al commissariato dell'VIII arrondissement, a poche centinaia di metri dall'Eliseo, dove in serata il presidente Emmanuel Macron riceverà per una cena ufficiale il re di Giordania, Abdallah II.

LA MINACCIA RESTA ALTISSIMA. «Ancora una volta le forze di sicurezza in Francia sono state colpite con questo tentativo di attentato sugli Champs-Elysées»,ha detto il ministro dell'Interno, Gérard Collomb, in una dichiarazione dagli Champs-Elysées. «Nell'auto» - ha aggiunto - «c'era un certo numero di armi ed esplosivi che avrebbe dovuto consentire di far esplodere il veicolo». Collomb ha poi aggiunto che quanto accaduto conferma l'«alto livello di minaccia» terroristica e la necessità di varare la nuova legge antiterrorismo promessa dal presidente Emmanuel Macron.

FERMATI QUATTRO FAMILIARI DELL'ATTENTATORE. All'indomani dell'attacco, quattro familiari dell'attentatore sono stati posti in stato di fermo. Si tratta dell'ex moglie di Adam Lotfi Djaziri, del fratello e della cognata che sono stati fermati a durante le perquisizioni nella casa dell'attentatore, nella banlieue di Parigi. Il padre del 31enne radicalizzato è stato arrestato più tardi in casa sua.

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