Varani, Prato: ha fatto tutto Foffo
20 Giugno Giu 2017 0855 20 giugno 2017

Omicidio Varani, Marco Prato morto suicida in carcere

Trovato durante il giro di ispezione nel penitenziario di Velletri con un sacchetto di plastica in testa. Si sarebbe tolto la vita con una bomboletta di gas. Il messaggio in una lettera: «Menzogne su di me». 

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Si è suicidato in una cella del carcere di Velletri Marco Prato, accusato dell'omicidio di Luca Varani, il ragazzo ucciso a Roma a marzo del 2016 durante un festino a base di sesso e droga. Il 21 giugno avrebbe avuto l'udienza del processo. Prato, 31 anni, è stato trovato durante il giro di ispezione con un sacchetto di plastica in testa: si sarebbe tolto la vita la vita utilizzando il gas di una bomboletta che i detenuti utilizzano per cucinare. Il suo compagno di cella stava dormendo e non si è accorto di nulla.

IN UNA LETTERA LE RAGIONI DEL GESTO. Il ragazzo ha lasciato una lettera per spiegare i motivi del suo gesto, dicendo di essersi tolto la vita per «le menzogne dette» su di lui e per «l'attenzione mediatica» subìta.

FOFFO CONDANNATO A 30 ANNI. Il pm di turno ha autorizzato la rimozione della salma su cui verrà effettuata l'autopsia. Per l'omicidio di Varani era già stato condannato, in abbreviato, a 30 anni, Manuel Foffo che, con Prato, aveva seviziato e ucciso la vittima. Prato, a differenza del coimputato, aveva scelto il rito ordinario.

LA PROCURA PROCEDE PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO. La procura di Velletri procede contro ignoti per istigazione al suicidio. Non è escluso che l'indagine vada a verificare se lo stato di detenzione di Prato fosse compatibile con le sue condizioni psicofisiche.

I MESSAGGI LASCIATI DOPO L'OMICIDIO. Già nella sta stanza d'albergo in cui Prato si era rifugiato subito dopo l'omicidio erano stati trovati dei biglietti indirizzati ai suoi genitori che facevano pensare che il giovane avesse avuto intenzione di suicidarsi. «Chiedo scusa a tutte le persone a cui ho fatto qualcosa» - si leggeva in uno dei biglietti - «vi scrivo mentre me ne sto andando». «Sto male o forse sono sempre stato così, ho scoperto cose orribili dentro di me e nel mondo. Fa troppo male la vita», scriveva ancora il giovane. Dopo l'arresto nel 2016 era stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, nel reparto destinato a chi commette reati sessuali. Da qui da pochi mesi era stato spostato nel carcere di Velletri.

L'EX FIDANZATA DELLA VITTIMA: «SILENZIO E RISPETTO». «Una vita è una vita», ha scritto su Facebook Marta Gaia, ex fidanzata di Luca Varani. «Sono scioccata per quanto accaduto. Solo due parole: silenzio e rispetto per il lutto delle famiglie. Grazie».

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