Bpvi-Veneto Banca: Penati, horror story
27 Giugno Giu 2017 1453 27 giugno 2017

Veneto Banca, chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici

Ostacolo alle autorità di vigilanza il reato contestato dai pm della procura di Roma Maria Sabina Calabretta e Stefano Pesci.

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La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex amministratore delegato di Veneto Banca Vincenzo Consoli, l'ex presidente Flavio Trinca e altri nove tra amministratori e manager, per presunte irregolarità nella gestione dell'istituto di credito tra il 2012 ed il 2014. Ostacolo alle autorità di vigilanza il reato contestato dai pm Maria Sabina Calabretta e Stefano Pesci.

Tra gli indagati Stefano Bertolo, responsabile della direzione centrale amministrazione dal 2008 al 2014, Flavio Marcolin, ex responsabile degli affari societari e legali, Pietro D'Aguì, un lungo periodo al vertice di Banca Intermobiliare, Gianclaudio Giovannone, titolare della Mava SS, Mosè Fagiani, responsabile commerciale dal 2010 al dicembre 2014, e Massimo Lembo, all'epoca capo della Direzione Compliance.

I fatti esaminati da piazzale Clodio fanno riferimento alle false rappresentazioni a Banca d'Italia e Consob circa la reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Veneto Banca. Gli inquirenti hanno accertato che nel 2012 fu omesso di decurtare dal patrimonio di vigilanza l'importo delle obbligazioni di Classe Ter 1 sottoscritte dalla società Mava, mentre nel 2013 la decurtazione omessa sarebbe stata non inferiore a 349 milioni di euro.

Al solo Consoli, tra l'altro, è contestato di aver ostacolato l'esercizio delle funzioni di vigilanza «in sede di richiesta di autorizzazione e di successiva attuazione all'operazione straordinaria di aumento del capitale sociale per un controvalore di 474 milioni di euro».

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