Marra
4 Luglio Lug 2017 1835 04 luglio 2017

Roma, Marra e Scarpellini in libertà: avranno l'obbligo di firma

L'ex braccio destro del sindaco Raggi, e l'imprenditore tornano libero dopo gli arresti domiciliari. I due sono coimputati in un processo per l'accusa di corruzione. A deciderlo i giudici della II sezione penale.

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Tornano liberi Raffaele Marra, ex braccio destro del sindaco Raggi, e l'imprenditore Sergio Scarpellini che si trovavano agli arresti domiciliari. I due sono coimputati in un processo per l'accusa di corruzione. Lo hanno deciso i giudici della II sezione penale che hanno disposto per Marra e per Scarpellini l'obbligo di firma quotidiano. Nei confronti degli imputati, inoltre, i giudici hanno imposto anche l'interdizione per un anno dai pubblici uffici e anche il divieto di espatrio.

MARRA« L'ARRESTO MI HA DISTRUTTO». «L'essere arrestato mi ha distrutto, mi ha devastato perchè io sono sempre stato un servitore dello Stato» ha detto l'ex capo del personale nel corso dell'esame nel processo che lo vede imputato di corruzione. Parlando davanti ai giudici della seconda sezione penale, Marra ha spiegato che nel 2016 non voleva rientrare dall'aspettativa in cui si trovava da alcuni mesi ma «la Raggi mi chiedeva di darle una mano, mi hanno scongiurato di rientrare».

«I SOLDI? UN PRESTITO PER MIA MOGLIE». Parlando della vicenda giudiziaria e del presunto prestito di 367 mila euro fatto da Scarpellini, ha aggiunto: «Quei soldi erano un prestito per mia moglie con gli assegni a me materialmente incassati. Il denaro sarebbe stato restituito. Io ho fatto solo da mediatore e mi sono rivolto a un amico per avere quella cifra. Io sono una persona perbene, non sono un corrotto e spero che ciò emerga dal processo, non ho nulla da nascondere».

SCARPELLINI: «MARRA NON POTEVA FARE NULLA PER ME». Prima di Marra era stata la volta dello stesso Scarpellini a rispondere alle domande del pm. «Per me Marra non avrebbe potuto fare nulla quando era al Comune di Roma, ha spiegatO. «Non sapeva nulla dei miei rapporti professionali con il Campidoglio. Con lui c'era solo un rapporto di simpatia. Non sapevo che stava dalla Raggi l'ho appreso dai giornali». E ancora: «sono un imprenditore all'antica, mi è piaciuto sempre aiutare la gente, ho fatto prestiti a tanti, anche a Marra. Io non mi merito di stare qui, quando ho letto l'ordinanza cautelare sono diventato pazzo».

LA SINDACA RAGGI VERRA' INTERROGATA A GIORNI. Infine, per quanto riguarda le inchieste sulle nomine fatte in Campidoglio, il difensore del sindaco Raggi, l'avvocato Alessandro Mancori, ha annunciato che è intenzione del primo cittadino è quella di farsi interrogare dai pm proprio nei prossimi giorni. «È sua intenzione, ha detto il penalista, chiarire al meglio la nomina a capo della segreteria politica di Salvatore Romeo e quella a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio, di Renato Marra fratello del suo ex braccio destro Raffaele».

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