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5 Luglio Lug 2017 1646 05 luglio 2017

Difesa, medico militare: «In Kosovo acqua e aria contaminate»

Secondo il tenente colonnello medico Ennio Lettieri ascoltato dalla Commissione parlamentare sull'uranio impoverito i militari italiani hanno bevuto acqua cancerogena e respirato aria inquinata durante la missione a Film City a Pristina.

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I militari italiani e degli altri contingenti di stanza presso la base Film City a Pristina in Kosovo hanno bevuto acqua cancerogena e respirato aria inquinata. Lo ha riferito il tenente colonnello medico Ennio Lettieri, ascoltato il 5 luglio dalla Commissione parlamentare sull'uranio impoverito. «Al mio arrivo alla base il 14 ottobre 2016 - ha detto Lettieri - mi fu più volte riferito del sapore molto discutibile dell'acqua naturale e frizzante in distribuzione presso la mensa internazionale e nella palestra, nonché venduta in ristoranti e pizzerie di tutta la base».

PRESENZA DI BROMATO NELL'ACQUA. Il medico ha poi raccontato di essere riuscito a procurarsi le analisi fatte sull'acqua il 30 gennaio 2015 che riportavano «la presenza di bromato (possibile cancerogeno per l'uomo). Il limite è di 10 microgrammi/litro, l'acqua Dea ne conteneva 65-97». Il tenente colonnello ha parlato della situazione con il comandante della missione Kfor, generale Giovanni Fungo, «che concordò immediatamente sulla necessità di interrompere la distribuzione e la vendita di tale acqua».

ACQUA FRIZZANTE ANCORA IN DISTRIBUZIONE. L'acqua Dea naturale è stata in effetti ritirata, ma non la frizzante che risulta ancora oggi in distribuzione presso la base di Film City. «Tra gli effetti del bromato - ha proseguito il medico - si fa riferimento all'insufficienza renale e forse sarà una coincidenza - sottolinea - ma durante il mio periodo di permanenza nella base di Pristina abbiamo avuto il caso di un maresciallo, credo dei carabinieri, con insufficienza renale acuta, tra l'altro in un paziente con trapianto che non doveva nemmeno essere presente in teatro».

INQUINATA ANCHE L'ARIA. Ma i possibili rischi per la salute non si limitano all'acqua. Infatti, ha fatto sapere Lettieri, «a 7 km da Pristina è situata la compagnia elettrica Kek, le cui ciminiere sono ben visibili dalla base di Film City ed emettono nuvole giallognole che rendono soprattutto nelle ore serale l'aria malsana ed irritante per le vie respiratorie. La polvere che fuoriesce dall'impianto - ha rilevato - è un composto di piombo, fenolo (altamente cancerogeno) ed altre sostanze chimiche, che si deposita a diversi km di distanza anche nella base di Pristina, sede del comando Kfor e nella base dei nostri Carabinieri che è più vicina a Kekù».

EFFETTI ANCHE A DISTANZA DI 10 ANNI. «Quindi o per inalazione e per ingestione queste particelle possono introdursi nell'organismo e provocare anche a distanza di 10 anni patologie tumorali» ha aggiunto ancora Lettieri. Il tenente colonnello ha chiesto quindi di sottoporre ad una sorveglianza sanitaria mirata il personale italiano al rientro in Patria. «La risposta - ha spiegato - fu che avrebbero mandato una squadra per verificare quanto da me riportato promuovendo l'inserimento dei militari ad un monitoraggio più approfondito al rientro, ma non ho mai avuto nessun riscontro in merito».

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