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5 Luglio Lug 2017 1216 05 luglio 2017

Inail: 618 morti sul lavoro nel 2016, nuovo minimo

Lo scorso anno sono state registrate circa 642 mila denunce di infortuni in continuità col 2015. Giù incidenti e morti, con un ribasso del 12,7% rispetto all'anno precedente.

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Nel 2016 si sono registrate «poco meno di 642 mila denunce di infortuni» sul lavoro, un numero quasi stabile stabile rispetto al 2015, ma quelle che riguardano incidenti mortali scendono a 1.104, il livello minimo guardando alle serie storiche comparabili (dal 2008). Lo stesso vale per le morti, quelle accertate sono 618, di cui il 54% "fuori azienda". Si tratta anche in questo caso di un minimo, con un ribasso di almeno il 12,7% sull'anno prima. È quanto si legge nella relazione annuale dell'Inail.

DENUNCE SU DELLO 0,66%. Nel dettaglio, le denunce di infortunio registrate lo scorso anno sono salite del +0,66% a confronto con il 2015, mentre rispetto al 2012 la flessione è di circa il 14%. La maggior parte riguarda uomini (411 mila, contro circa 230 mila per le donne). I settori dove si concentrano sono quelli dei trasporti e delle costruzioni. Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono poco più di 419 mila, di cui circa il 19% 'fuori dell'azienda', ovvero avvenuti 'con mezzo di trasporto' o 'in itinere', nel tragitto tra casa e lavoro o comunque negli spostamenti per lavoro.

QUASI MENO 20% RISPETTO AL 2012. L'Inail sottolinea che «il dato 'fuori azienda' è rilevante per la valutazione accurata delle politiche e delle azioni di prevenzione». Le denunce di infortunio con esito mortale scendono del 14,2% sull'anno precedente e del 19,1% a paragone con il 2012. Degli eventi accertati 'sul lavoro' 332 sono 'fuori azienda', pari ad oltre la metà 54%.

INCREMENTO DEL 2017 PER TRAGEDIE IN ABRUZZO. L'istituto sottolinea che anche «se i 34 casi ancora in istruttoria fossero tutti riconosciuti 'sul lavoro' si avrebbe una diminuzione del 12,7% rispetto al 2015 e di circa il 25% rispetto al 2012». Come noto nei primi mesi del 2017 si è invece rilevato un incremento del fenomeno. Una controtendenza su cui pesano gli eventi che hanno colpito l'Abruzzo, in particolare la valanga che ha travolto l'hotel di Rigopiano e la caduta dell'elicottero di soccorso presso Campo Felice.

META' DEI MORTI È OVER 50. Nel 2016 la metà, precisamente il 49,1%, degli infortuni mortali 'sul lavoro' già accertati riguarda over 50. È quanto emerge dalle tabelle allegate alla relazione annuale dell'Inail. Delle 618 morti, infatti, 304 ricadono nelle classi d'età tra i 50 e più anni. Solo tra i 50 e i 54 anni se ne contano 112 e altre 85 tra i 55 e i 59 anni. Guardando, invece, al fenomeno sul territorio, 177 sono le morti rilevate al Nord Est, 141 al Nord Ovest, 126 al Sud, 110 al Centro e 64 nelle Isole.

NEL 2016 PERSE 11 MILIONI DI GIORNATE LAVORATIVE. Nella relazione annuale si legge anche che «gli infortuni sul lavoro hanno causato circa 11 milioni di giornate di inabilità, con costo a carico dell'Inail». Il presidente Massimo De Felice, ha quindi sottolineato come «la prevenzione sia importante dal punto di vista non soltanto umano ma anche economico».

IN AUMENTO LE DENUNCE DI MALATTIA SUL LAVORO. Nel 2016 le denunce di malattia sul lavoro sono state 60 mila, in aumento del 2,2% rispetto al 2015 e di circa il 30% rispetto al 2012. L'Inail ha spiegato che per ora la causa professionale è stata riconosciuta al 33% di queste. Nella sua relazione l'istituto ha ricordato però come come uno stesso lavoratore possa cumulare più denunce, in questo modo le malattie non coincidono con i soggetti malati che nel 2016 sono 45 mila. I lavoratori deceduti nel 2016 con riconoscimento di malattia professionale sono stati invece 1.297, in diminuzione del 32,2% a confronto con quattro anni prima.

DE FELICE: «DERVE NUOVA GOVERNANCE». De Felice, si è anche soffermato sulla struttura dell'Istituto, spiegando che «c'è bisogno di una governance tutta particolare, da grande impresa multi-funzionale». Per questo, ha aggiunto, «sarebbe importante ridefinire numero e ruolo degli organi di governo». E tra le linee d'azione suggerite c'è anche «la riduzione dei livelli gerarchici». Il direttore generale dell'Inail, Giuseppe Lucibello, parlando delle proposte di riforma della governance già in Parlamento, ha sottolineato come sarebbe «una follia prevedere le stesse regole per Inps e Inail», viste le differenze tra i due enti.

CASSE INAIL IN POSITIVO. Quanto ai risultati economici dell'Istituto, i dati del preconsuntivo 2016 indicano un risultato finanziario «positivo e pari a 1.497 milioni». In particolare, «le riserve tecniche ammontano a circa 32 miliardi e 323 milioni".

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