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5 Luglio Lug 2017 1341 05 luglio 2017

Stupro di gruppo a Pimonte, il sindaco: «Una bambinata» ma poi si scusa

Oltre un anno fa una 15enne è rimasta vittima di uno stupro di gruppo. Dopo un anno lei e la famiglia sono stati costretti a lasciare il paese per andare in Germania. Il sindaco: «È stata una bambinata», ma poi ritratta «usata espressione infelice».

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Per il primo cittadino di Pimonte lo stupro di gruppo di 11 suoi coetanei tra cui il fidanzato avvenuto un anno fa ai danni di una ragazzina di 15 è solo «una bambinata». Le dichiarazioni del sindaco, poi corrette come «espressione infelice» sono andate in onda nella puntata de "L'aria che tira" sul La7 il 3 luglio scorso.

IL SINDACO: «È UN FATTO ISOLATO». Seduto sul terrazzo di casa Michele Palummo spiega che «Ormai la vicenda è passata, sono tutti minorenni, che ti puoi aspettare». Il giornalista Roberto D'Antonio allora chiede «Uno stupro di gruppo?» e allora il sindaco si corregge leggermente «Eh è successo, è un fatto isolato». «Ma lei ha detto che è una bambinata» lo incalza D'Antonio con Palummo che risponde: «Ma sono tutti minori e dai minori che cosa ci si può aspettare. È successo, orami è passato».

Dopo l'intervista il sindaco ha affidato una nota alle pagine di Repubblica per ammorbidire e correggere il tiro: «Intendo prima di ogni altra cosa-porgere le mie più sentite scuse alla nostra giovane concittadina, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza per aver utilizzato, durante l’intervista a La 7, un’espressione infelice, assolutamente impropria e che non era affatto riferita a quanto le è purtroppo capitato». Palummo ha poi aggiunto: «È un’espressione che non rispecchia affatto il mio pensiero, in quanto condanno, per principio, ogni forma di violenza e di sopruso, tanto più se perpetrata contro una giovane donna; ho condannato l’episodio quando è successo lo scorso anno e continuo a ritenerlo oggi un fatto quanto mai grave».

LA FAMIGLIA VOLA IN GERMANIA PER RIFARSI UNA VITA. Verso la fine di giugno il garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Campania Cesare Romano ha reso noto che la giovane di appena 15 anni che lo scorso anno subì una violenza sessuale ha lascato Pimonte per andare a vivere con la famiglia in Germania. Nel comunicato del garante si legge che «l'insensibilità istituzionale dimostrata da chi aveva assunto impegno di interessare gli organi giudiziari sull'epilogo della vicenda e di voler recuperare un più attento protagonismo nell'accompagnare, almeno in questa ultima fase, la minore e la sua famiglia».

GARANTE INFANZIA: «LA COMUNITA' NON HA FATTO NIENTE». Romano ha poi spiegato che «circa un anno fa la comunità di Pimonte è stata sconvolta dalla terribile vicenda una situazione che ha destabilizzato psicologicamente la minore e la sua famiglia i quali con coraggio hanno trovato la forza di denunciare l'accaduto». «Oggi - ha concluso Romano - chi ha avuto il coraggio di denunciare è costretto ad abbandonare la comunità dove era rientrato con entusiasmo e dopo tanti sacrifici, mentre gli autori dei fatti denunciati, che sono stati messi alla prova nello stesso comune, continueranno a scorrazzare indisturbati». Gli 11 sono stati infatti scarcerati dal tribunale dei minori e posti in regime di prova.

UN CORO DI POLITICI CHIEDONO LE DIMISSIONI. Dopo l'intervista sono arrivate una serie di reazioni politiche che hanno chiesto le dimissioni di Palummo. «Le scuse del sindaco non possono bastare. Nessuno può permettersi di definire "bambinata" lo stupro di gruppo. Palummo, che farebbe bene a dimettersi» ha detto Sandra Zampa, deputata del Pd e vicepresidente della commissione Infanzia e Adolescenza. Dello stesso avviso il compagno di partito Stefano Pedica: «Si dimetta subito. Non ci sono scuse che possano giustificare le sue parole». Per Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana il primo cittadino «l'gesto che può ridare un minimo di decenza è togliere il disturbo dall'amministratore la cosa pubblica».

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