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Formigoni Vacanze
6 Luglio Lug 2017 1013 06 luglio 2017

Occupare villa Formigoni? Un'altra forma di turismo dell'orrore

Una famiglia rom beccata nei fastosi appartamenti sardi del Celeste. Luogo reso celebre dalla cronaca politico-giudiziaria. Una vacanza all’insegna di relax e cultura. Ma i carabinieri non li hanno capiti.

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In fondo è un’altra forma di «turismo dell’orrore» quello tentato dalla famiglia rom (o italo-marocchina: le fonti non sono concordi) che ha occupato per 24 ore la fastosa villa Li Grazii di Alberto Perego a Porto Cervo. Anziché scegliere come meta delle proprie ferie un sito legato a un fattaccio di sangue o a una calamità naturale, tipo la baita di Cogne o le macerie di Amatrice, questi hanno puntato su un luogo reso famoso dalla cronaca politico-giudiziaria, anzi, da uno dei suoi più leggendari protagonisti, il Celeste, spesso ospitato nella magione acquistata nel 2011 dal suo intimo amico Perego per tre milioni e in parte, pare, pagata dallo stesso Roberto Formigoni.

GARANZIA CELESTE, ALTRO CHE TRIPADVISOR. Un modo come un altro per calarsi nell’attualità e per insegnare ai propri figlioletti (due, nel caso degli «squatters» di Porto Cervo) dove si va a finire quando si frequentano compagnie equivoche: in una reggia da 13 stanze con piscina, solarium e vista su Cala di Volpe. Anche dal punto di vista strettamente turistico l’opzione della famigliola era sensata: Formigoni in una villa è come il Tir parcheggiato davanti a un ristorante, una garanzia di qualità e di comfort, molto più credibile delle spesso dubbie recensioni su TripAdvisor.

A villa Li Grazii hanno diritto solo quelli che, come Formigoni e Perego, hanno fatto i voti di povertà, castità e obbedienza. Non i poveri disobbedienti che fanno dei figli

Sicuramente i genitori contavano di usare Li Grazii come base per istruttive escursioni in altri luoghi Celestiali, come l’esclusivo ristorante Pedrinelli dove l’ex presidente della Regione Lombardia cenava in compagnia di Perego, dopo aver assistito alla messa pomeridiana nella mistica chiesa Stella Maris, come si conviene ai «Memores Domini», l’élite di Comunione e liberazione cui appartengono entrambi (attenzione: «Domini» non è genitivo ma nominativo. Quindi «memores domini» non va tradotto «coloro che si ricordano del Signore», ma «coloro che ricordano di far sempre vita da signori»).

ERA UN ARRICCHIMENTO PIÙ VIRTUOSO. Insomma, sarebbe stata una vacanza all’insegna del relax e dell’arricchimento culturale, decisamente più virtuoso del tipo di arricchimento per cui Perego e Formigoni sono stati attenzionati dalla magistratura. Ma i carabinieri sardi non hanno capito, e hanno costretto la famiglia a sgomberare la «villa dei ciellini». A costare ai due genitori una denuncia per occupazione abusiva di immobile dev’essere stata soprattutto la frase «Anche noi abbiamo diritto alle ferie». Eh no. A villa Li Grazii hanno diritto solo quelli che, come Formigoni e Perego, hanno fatto i voti di povertà, castità e obbedienza. Non i poveri disobbedienti che fanno dei figli.

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