Cappato
10 Luglio Lug 2017 1547 10 luglio 2017

Dj Fabo, il gip dispone l'imputazione coatta per Cappato

Il giudice Luigi Gargiulo ha ordinato alla Procura di chiedere il rinvio a giudizio per l'esponente dei Radicali che accompagnò in Svizzera Fabiano Antoniani per la pratica del suicidio assistito.

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Il gip di Milano Luigi Gargiulo ha disposto l'imputazione coatta per Marco Cappato, l'esponente dei Radicali che ha accompagnato in Svizzera dj Fabo per la pratica del suicidio assistito. La Procura dovrà quindi chiedere il rinvio a giudizio di Cappato che è accusato di aiuto al suicidio. Lo ha reso noto lo stesso esponente radicale in un tweet.

BOCCIATA LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE. I pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini, titolari delle indagini, lo scorso maggio avevano chiesto al gip Gargiulo l'archiviazione per Cappato, ritenendo che l'esponente dei Radicali, nell'aver accompagnato dj Fabo nella clinica vicino a Zurigo, dove ha praticato il suicidio assistito, non ha commesso reati ma ha aiutato una persona ad esercitare il diritto individuale e cioè il diritto alla dignità e, quindi, all' autodeterminazione che, in questo caso, prevale sul diritto alla vita.

NESSUN RICORSO ALLA CONSULTA. Inoltre i pm nella loro istanza di archiviazione avevano proposto di interpellare la Consulta sulla compatibilità della norma «con i principi fondamentali di dignità della persona umana e di libertà dell'individuo, garantiti tanto dalla Costituzione italiana quanto dalla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali».

BOCCIATA L'ILLEGITTIMITA' DELL'ART. 580. Il giudice però, invece di decidere sull'istanza inoltrata dalla Procura, ha convocato le parti per giovedì 6 luglio, giorno in cui sia accusa che difesa avevano proposto nuovamente la richiesta di archiviazione e in alternativa di eccepire l'illegittimità dell'articolo 580 del codice penale che riguarda l'istigazione o l' aiuto al suicidio, reato di cui risponde Cappato. Ma alla infine è arrivata la decisione del gip di ordinare ai pm di formulare il capo di imputazione.

«Il processo sarà un'occasione per processare una legge sbagliata dell'era fascista». Ha detto Marco Cappato commentando la decisione dell'imputazione coatta. «Esprimo tutto il mio rispetto per la scelta del Giudice per le indagini preliminari», ha aggiunto. «Quando ho accettato la richiesta di Fabo, sapevo di andare incontro al rischio di essere processato, così come lo sanno Mina Welby e Gustavo Fraticelli per le altre persone che abbiamo aiutato e continuiamo ad aiutare», ha spiegato ancora Cappato.

CAPPATO: «OCCASIONE PER PROCESSARE UNA LEGGE FASCISTA». «Il processo sarà l'occasione per difendere il rispetto della libera e consapevole scelta di Fabo interrompere una condizione di sofferenza insopportabile». «Sarà anche l'occasione per processare una legge approvata in epoca fascista che, nel nome di un concetto astratto e ideologico di vita, è disposta a sacrificare e calpestare le vite delle singole persone in carne ed ossa» ha aggiunto ancora il tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.

«LA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE ANCORA FERMA». «Nel frattempo, l'azione di disobbedienza civile che portiamo avanti dal sito soseutanasia.it prosegue, fino a quando il Parlamento non avrà avuto il coraggio di decidere sulla nostra proposta di legge di iniziativa popolare depositata ormai quattro anni fa. Purtroppo, devo constatare che persino sul testamento biologico la politica ufficiale è incapace di assumersi le proprie responsabilità», ha concluso.

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