INCENDI
11 Luglio Lug 2017 1730 11 luglio 2017

Incendi, un'emergenza spiegata in infografiche

Nel 2016 oltre 45 mila ettari sono andati distrutti. Ma dal 1985 gli episodi sono in calo. La Sicilia è la Regione più colpita. Poi Calabria e Campania. Boom in Toscana. Le Marche il caso più virtuoso.

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Le fiamme che hanno minacciato Messina, Trapani e altre località siciliane sono solo l'ultimo capitolo della costante lotta tra incendi e vigili del fuoco nelle estati italiane. Stando ai dati di Legambiente dalla metà di giugno al 12 luglio sono andati a fuoco 26mila ettari di boschi, quasi la stessa superficie (93,8%) che è bruciata in tutto il 2016. Nonostante questo sembra che gli anni peggiori siano alle spalle. Dal 1985, quanto si toccò la cifra record di 18 mila incendi, anno dopo anno la media dei roghi è diminuita in modo costante. Fino al minimo del 2013 quando gli incendi sono stati 2.936.

Le Regioni più colpite tra il 2011 e il 2016 sono state quelle del Sud. In particolare Sicilia (5.300 in tutto), Campania (4.929) e Calabria (5.095), che da sole hanno sperimentato sul proprio terreno oltre il 46% degli incendi scoppiati in Italia. Stando i dati del Corpo forestale dello Stato, nel solo 2016 il primato per il numero di roghi è andato alla Calabria con 1.140 episodi.

In generale anche lo scorso anno le Regioni più colpite sono state quelle del Sud. Ma se le croniche emergenze di Sicilia e Campania non fanno quasi più notizia va evidenziato il boom della Toscana. La Regione del Centro Italia dal 2013 al 2016 è passata da 113 episodi a oltre 420. Maglia rosa invece per le Marche che lo scorso anno ne hanno avuti solo tre.

Un altro dato per spiegare il fenomeno è quello delle superfici distrutte. Anche in questo caso il primato spetta alla Sicilia con oltre 16 mila ettari in fumo. Alle sue spalle non ci sono però Campania e Calabria, ma la Sardegna. Sull'isola nel corso dello scorso anno stono andati distrutti quasi 9.500 ettari complessivi. Durante il 2016 le fiamme hanno divorato 20 mila ettari di terreni boschivi su 46 mila. La gran parte degli ettari non boschivi bruciati erano concentrati tra Sicilia (40%) e Sardegna (26%). Più omogenea la situazione per quanto riguarda gli incendi boschivi. Fermi restando i dati di Sicilia e Sardegna, diversi ettari di boschi sono stati colpiti in Lazio, Puglia e Liguria.

Secondo i dati elaborati dalla Regione Sicilia, la maggior parte degli incendi che ha colpito l'isola era di origine dolosa. Secondo il Piano Aib 2015 (Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi Sicilia) nel periodo tra il 1999 e 2008 oltre il 74,6% delle superfici è stata distrutta da incendi di origine intenzionale. Il 5,2% da episodi colposi e solo lo 0,4% da cause naturali. Nel restante 19% dei casi non è stato possibile stabilire con certezza la causa.

1.846 INCENDI PER RINNOVARE I PASCOLI. Nelle pagine del Piano si legge anche che, tra gli episodi di natura dolosa, una fetta importante (1.846 eventi per circa 45 mila ettari) era da imputare alla volontà di aprire o rinnovare i pascoli. Una parte dei roghi è stata invece appiccata per trarne vantaggio o guadagno (231 eventi per circa 6.600 ettari) o guadagnare nuovi terreni agricoli (117 eventi per circa 2.600 ettari). Sempre negli anni interessati altri 3 mila ettari sono stati distrutti da incendi appiccati da persone affette da disturbi psicologico-comportamentali o piromania.

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