Migranti: Berlusconi, fermarli comunque
11 Luglio Lug 2017 2031 11 luglio 2017

Migranti, l'Italia chiede sbarchi anche in altri porti Ue

Nella riunione tenuta con Frontex a Varsavia la delegazione del nostro Paese ha chiesto che in caso di massiccio afflusso di migranti, sia possibile sbarcarli nei porti di altri Stati membri.

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Sarà rivista l'operazione Triton ed i Paesi Ue dovranno far fronte ai loro impegni di rafforzarla. Lo ha comunicato il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, dopo aver ricevuto nella sede di Varsavia la delegazione italiana guidata dal direttore della Polizia delle frontiere, Giovanni Pinto. Soddisfatto il Viminale che aveva chiesto con urgenza l'incontro ed che ora parla di «un altro passo avanti».

ITALIA: APRIRE PORTI UE IN CASO DI PRESSIONE ECCESSIVA. Pinto ha messo sul tavolo dell'Agenzia europea delle frontiere la richiesta che «nel caso di massiccio afflusso di migranti», come avvenuto una paio di settimane fa con 12mila sbarchi concentrati in un weekend, sia possibile sbarcare le persone soccorse nei porti di altri Paesi Ue. Tutti i partecipanti all'incontro hanno riconosciuto che l'Italia sta affrontando «una straordinaria pressione ed ha bisogno di un supporto addizionale dall'Ue e da Frontex».

Non c'è però stato, nè poteva esserci in questa fase di discussione preliminare in un tavolo tecnico, l'ok alla proposta di Roma. Sarà comunque costituito «senza ritardi» un gruppo di lavoro per identificare quello di cui c'è bisogno per rivedere il «concetto operativo» di Triton, alla luce delle decisioni già raggiunte a livello politico in seguito al piano d'azione presentato dalla Commissione europea lo scorso 6 luglio.

VERSO UN CONDICE PER LE ONG. Il gruppo di lavoro si occuperà anche di un'altra partita che sta a cuore dell'Italia e cioè il codice di condotta per le ong. Frontex ed alcuni Stati membri, infatti, vogliono condividere le loro esperienze operative per aiutare a sviluppare il codice e, una volta adottato, valutare come impatta sulle operazioni dell'Agenzia europea. Frontex, inoltre, che attualmente dispiega 400 persone, 12 navi, 3 aerei e 4 elicotteri per assistere l'Italia nella gestione della pressione migratoria e combattere il crimine transfrontaliero, si è impegnata a rafforzare la sua presenza negli hoptspot per aiutare le autorità italiane a velocizzare le procedure di identificazione e registrazione dei migranti e l'iter dell'asilo.

SOSTEGNO FRONTEX PER I RIMPATRI. L'Agenzia ha anche proposto di espandere l'uso di un aereo da ricognizione che manda in tempo reale video ed altri dati dal Mediterraneo Centrale al Frontex situation centre di Varsavia. Infine, è pronta ad aumentare il suo sostegno all'Italia nell'area dei rimpatri. Parecchi Paesi europei sono pronti a partecipare ai programmi, ma questo, rileva Frontex, «richiede una capacità di detenzione aggiuntiva» per i migranti che dovranno essere rimpatriati.

FRONTEX: «ITALIA AFFRONTA PRESSIONE STRAORDINARIA». Il giorno dopo l'incontro Fabrice Leggeri ha chiarito che l'incontro di Varsavia aveva come obiettivo vedere come «il piano operativo può essere migliorato e potenziato e per vedere come possa essere migliorata la solidarietà per sostenere l'Italia, perché possa affrontare questa straordinaria pressione».

PRESTO UN BILATERALE ITALIA-FRONTEX. Secondo Leggeri una delle conclusioni più importanti della riunione è «che ci sarà gruppo di lavoro tecnico che si occuperà di elaborare proposte per cambiare il piano operativo dell'operazione Triton». «Ci sarà un bilaterale tecnico Frontex-Italia per elaborare una serie di proposte che saranno poi condivise con tutti gli Stati che partecipano all'operazione secondo il nostro regolamento». «Anche l'attività di rimpatrio rientra nel mandato Frontex», ha poi aggiunto «molti Stati hanno espresso ieri la volontà di sostenere l'Italia anche in operazioni di rimpatrio rapido, se ci fosse bisogno».

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, nei giorni scorsi aveva spiegato che «una sola mossa» non può risolvere il problema. E quindi, pur senza cantare vittoria, ha accolto con soddisfazione l'esito della missione di Pinto a Varsavia. Si va, osservano al Viminale, verso la rinegoziazione dell'operazione Triton, «così come avevamo auspicato». Ma la strategia di Minniti di «suonare più tasti» non si ferma: domani sarà a Berlino e giovedì a Tripoli per incontrare i sindaci libici.

SOSTEGNO GRECO E CRITICHE CECHE. Intanto, l'Italia registra l'appoggio del ministro greco per le migrazioni Ioannis Mouzalas, secondo cui le richieste di Roma all'Europa «sono giuste: un problema europeo ed internazionale non può avere una soluzione nazionale». Mentre una bacchettata arriva da Praga. La Repubblica Ceca rimprovera all'Italia di non aver permesso i colloqui di sicurezza con dieci possibili candidati alla relocation e di non aver risposto ai successivi tentativi di contatto da parte ceca.

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