Delitto Parma Solomon
11 Luglio Lug 2017 2254 11 luglio 2017

Parma, donna incinta e figlia undicenne uccise coltellate

Le vittime sono state trovate senza vita nella serata dell'11 luglio nel loro appartamento in via San Leonardo, uccise con diverse coltellate. Fermato un figlio della donna a Milano che avrebbe già confessato.

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Solomon Nyantakyi ha confessato di avere ucciso la madre e la sorellina. Il 21 di origine ghanese è stato fermato nella serata dell'11 luglio con l'accusa di aver ucciso a coltellate la madre Nfum Patience di 43 anni e la sorellina di 11 Magdalene. L'uomo è stato fermato dalla Polfer alla Stazione Centrale di Milano. Gli agenti lo hanno riconosciuto e bloccato. Dopo la confessione il pm ha iniziato a lavorare sul decreto di fermo nei suoi confronti.

CORPI TROVATI DA UN FIGLIO DELLA VITTIME. Il delitto si è consumato tra le mura domestiche in un appartamento di via San Leonardo, nella prima periferia di Parma. Le due donne sono stata trovare prive di vita uccise con molte coltellate in quella che gli inquirenti hanno definito una scena di violenza indicibile. Il primo a rinvenire i corpi è stato un terzo figlio della donna, Raymond Nyantakyi, 25 anni, quando è tornato a casa dopo la giornata di lavoro. Subito dopo il delitto i sospetti sono caduti sul secondo figlio, Solomon Nyantakyi, 21 anni, una promessa del calcio mancata, tanto che fu convocato in prima squadra diverse volte da Donadoni, nell'anno del crac del Parma Fc.

MACCHIE DI SANGUE OVUNQUE. Sul luogo del massacro si sono recati il Pm di turno, Paola Dal Monte, la polizia scientifica e diverse pattuglie della squadra mobile di Parma. Raymond, sconvolto, dopo aver rinvenuto i corpi ha prima avvisato una vicina e poi ha fatto partire la chiamata al 113. I corpi delle due vittime sarebbero stati rinvenuti in sala da pranzo ma il sangue sarebbe stato lasciato un po' ovunque nell'appartamento. I sospetti si sono indirizzati subito sul 21enne che nel frattempo era sparito, con un indizio forte a suo carico: il suo telefonino è risultato irraggiungibile proprio dal momento del delitto.

Il giovane è stato una promessa del calcio, prima che problemi comportamentali ne precludessero un facile progresso nel mondo del pallone. Aveva esordito nelle giovanili del Parma, aveva vinto uno scudetto allievi insieme a nomi diventati famosi come quelli di Josè Mauri e Alberto Cerri. Trequartista, era stato chiamato in prima squadra nell'ultimo anno di serie A, dall'ex tecnico della nazionale Donadoni. Stava andando verso il Milan, ma l'allora responsabile del settore giovanile del Parma, Francesco Palmieri, lo aveva convinto a restare in gialloblù. Poi diversi cambi di casacca, fino all' Imolese, dove la sua promettente carriera si è interrotta.

ALLE 14:30 UN VIOLENTO DIVERBIO IN CASA. Ora è ricercato. Il padre della famiglia devastata non era in Italia mentre succedeva la tragedia: è in Inghilterra per ragioni di lavoro. Secondo la testimonianza di una vicina, questo pomeriggio intorno alle 14.30 si sarebbero sentite le urla della bambina, che per alcuni attimi avrebbe esclamato più volte, "Mamma, mamma". Poi il silenzio, fino a questa sera quando è rientrato Raymond. Una parente delle vittime ha raccontato che la donna era rientrata da pochi giorni dal Ghana dove era stata per una breve vacanza. La famiglia risiede da tempo a Parma tanto che la piccola Magdalene era nata nella città emiliana.

DONADONI: «ERA UN RAGAZZO TACITURNO». Sul giovane si è espresso anche l'ex allenatore del Parma Roberto Donadoni: «Ricordo Solomon, si allenava con noi del Parma e lo portai in panchina più di una volta. Non è facile inquadrare il carattere di un giovane calciatore in una squadra di A, ma ricordo che era un ragazzo tranquillo, anzi direi taciturno. E se davvero è stato lui, è difficile capire cosa possa essere passato per la sua testa: come si può arrivare a un gesto simile, cosa ti passa per la testa».

«FORSE PRESO DA UN RAPRUS DI FOLLIA». L'attuale mister del Bologna ha parlato telefonicamente con l'Ansa raccontando la breve esperienza di Solomon in Serie A: «Veniva dalle giovanili era un centrocampista, poi quando la società è fallita non so che percorsi abbia preso». «Certo - ha concluso Donadoni - "la prima domanda che mi viene è: perché? In condizioni mentali normali un gesto del genere è inconcepibile, alla base ci può essere solo un raptus di follia».

LUCARELLI: «SONO SENZA PAROLE». «Senza parole» anche Cristiano Lucarelli, ex attaccante del Livorno e della nazionale, che allenò Solomon nelle giovanili del Parma: «Era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione». «In un anno, lo sentii parlare due volte», ha raccontato all'Ansa, «Sapevo dei suoi problemi, e l'ho chiamato in Lega Pro al Cuiopelli un anno fa. Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia».

«SI VEDEVA CHE AVEVA DEI PROBLEMI». «Dal suo comportamento nelle giovanili del Parma si vedeva che aveva dei problemi - aggiunge Lucarelli - Però mai, mai, mai l'ho visto alzare la voce, litigare con qualcuno, avere una reazione scomposta. Era ipereducato. Ora sono scosso, davvero ha confessato? Era esattamente quel tipo di ragazzo dal quale non ti aspetteresti mai una cosa del genere».

ALESSANDRO LUCARELLI: «NON LEGAVA CON NESSUNO». Di Solomon ha parlato anche l'altro Lucarelli, Alessandro, capitano del Parma anche negli anni in cui il giovane ghanese si aggregò alla prima squadra in A. «Anche io avevo sentito parlare della sua depressione. Era molto tranquillo, un po' chiuso, non legava con nessuno in particolare: qualcosa di singolare tra i suoi coetanei, specie i ragazzi africani molto estroversi. E ora questa cosa incredibile...».

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