Fascismo Spiaggia
15 Luglio Lug 2017 1139 15 luglio 2017

Il vescovo di Chioggia difende la 'spiaggia fascista'

«Troppo clamore per quattro cartelli goliardici». Con queste parole monsignor Adriano Tessarollo ha liquidato la faccenda di Playa Punta Canna. 

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«La democrazia mi fa schifo». E ancora: «Sono totalmente antidemocratico e sono per il regime». Frasi che erano all'ordine del giorno nell'ormai nota Playa Punta Canna dove il gestore, Gianni Scarpa, professava la sua personale nostalgia per il ventennio e che per questo è stato denunciato dalla Digos per apologia di fascismo. Frasi, invece, tutt'altro che condannabili per monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia.

SOLO ALLARMISMO. Anzi, di sanzionabile per il prelato veneto ci sarebbe solo il grande clamore suscitato da «quattro cartelli goliardici». Una posizione netta espressa sulle pagine de La Nuova Venezia in cui Tessarollo ribadisce come «invocare la necessità di una nuova legge a partire da quattro cartelli goliardici di nessun rilievo politico e, a quanto mi è dato a sapere, neppure rivoluzionario, seppur nostalgico di un certo ordine pubblico che non c'è più, mi pare allarmistico».

GIUSTIZIA INEFFICACE. L'eco della vicenda, ha aggiunto, «mi ha fatto andare col pensiero alle grida di manzoniana memoria, l'impotenza cioè dell'apparato giudiziario a fronte di una proliferazione di leggi e leggine pressochè inefficaci, talmente numerose che mancano di concreta applicazione».

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