Migranti:'Sophia',440 navi neutralizzate
17 Luglio Lug 2017 1540 17 luglio 2017

Migranti, Unicef e Msf contro il codice di condotta

Per entrambe le organizzazioni non governative le norme varate da Italia e Frontex rischiano di far aumentare il numero delle vittime in mare.

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Il nuovo codice di condotta per fronteggiare l'emergenza migranti scatena le proteste delle Ong. La prima a farsi sentire è stata Medici senza frontiere, che ha specificato di «non essere stata contattata né di avere ricevuto dettagli sul processo di consultazione e sul calendario previsto. Ciò detto, sulla base delle informazioni disponibili trapelate dai media, se questo codice di condotta fosse attuato ci sarebbero meno navi disponibili nell'area di ricerca e soccorso e questo potrebbe condannare le persone in pericolo nel Mediterraneo a una morte certa».

«MOLTE VITE A RISCHIO». Sul codice di regolamentazione che l'Italia e Frontex stanno elaborando è intervenuta duramente anche Unicef, per la quale così facendo si mettono «molte vite a rischio», soprattutto «vite di bambini». Per Unicef la «priorità sulla sicurezza rischia di mettere ostacoli ai soccorsi». L'Ong osserva inoltre che il codice mette la priorità sul 'law enforcement', limitando allo stesso tempo il movimento e le operazioni delle unità navali nel Mediterraneo centrale:«Cambiamenti che potrebbero inavvertitamente ostacolare i soccorsi e provocare la perdita di vite umane», sostiene l'organizzazione mondiale per l'infanzia, il cui vice direttore esecutivo Justin Forsyth ha peraltro riconosciuto «gli incredibili sforzi fatti dall'Italia fin dall'inizio della crisi per salvare profughi e migranti e offrire appoggio a quanti hanno raggiunto le sue coste».

«RESPINGEREMO ULTERIORI RESTRIZIONI». Nel comunicato di Msf si legge anche che l'Ong «supporta qualsiasi sforzo volto a migliorare il coordinamento delle organizzazioni umanitarie in mare, se questo verrà condotto in modo partecipato e con l'ambizione di migliorare concretamente la qualità delle operazioni di soccorso». Ma poi in un passaggio ammonisce su eventuale limitazioni: «Rifiuteremo qualsiasi misura che potrebbe aggiungere ulteriori restrizioni alla già sovraccarica capacità di salvare vite nel Mediterraneo o che mirano a nascondere la sofferenza delle persone disperate in Libia».

«STATI UE SI PREOCCUPINO DELLA LORO CONDOTTA». «Dall'inizio delle nostre operazioni di ricerca e soccorso, abbiamo seguito rigorosamente tutte le leggi internazionali, nazionali e marittime applicabili nel Mar Mediterraneo così come il nostro codice di condotta, basato sull'etica medica e sui principi umanitari» ha spiegato ancora l'organizzazione medico-umanitaria. «Piuttosto che concentrarsi su un codice di condotta delle ong, gli Stati europei dovrebbero pensare alla propria condotta in mare, e usare la loro capacità politica per sviluppare un sistema proattivo di ricerca e soccorso e fornire alternative a queste letali traversate del mare che sono costate più di duemila vite solo quest'anno», ha concluso Msf.

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