Dai che è verde

Lady Diana
31 Luglio Lug 2017 0918 31 luglio 2017

La voce di Lady Di ricorda l'inferno reale e non c'è Baby George che tenga

Nipotini adorabili, una regina saggia, la nuora perfetta. Ma l'immagine da sitcom che circonda i Windsor non cancella le sofferenze della Principessa di Cuori. Che a 20 anni dalla morte torna a destabilizzare la Corona.

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Il contesto ricorda Il discorso del re, il film che racconta il rapporto il futuro re Giorgio V e il logopedista australiano che lo aiutò a vincere la balbuzie. Anche la principessa Diana dovette ricorrere all’aiuto di un insegnante venuto da un altro continente per imparare a parlare in pubblico e assolvere i suoi doveri di rappresentanza. Ma re Giorgio con il suo tutor era stato decisamente più riservato di Lady Di, che nei colloqui con l’americano Peter Settelen sputò tutti i rospi che le pesavano sullo stomaco: il matrimonio arido, l’inossidabile tresca Carlo-Camilla, la suocera distante e rassegnata, il breve amore con il bodyguard ucciso in un incidente.

L'INFERNO IN CASA WINDSOR. Rospi immortalati in una serie di registrazioni, che domenica prossima, grazie a una trasmissione di Channel 4, torneranno ad animare il gossip intorno al clan più chiacchierato d’Europa. Proprio adesso che, grazie a William e Kate e ai due adorabili principini, stava riuscendo a riposizionarsi nell’immaginario collettivo come un’adorabile famigliola da sitcom, con la nonna saggia ed eccentrica, il papà svagato ma di buon cuore, i nipoti belli e appena un po’ tormentati, la giovane nuora-modello e gli irresistibili frugoletti che, come tutti i bimbi del mondo, ogni tanto fanno i capricci. Il Discorso della principessa stropiccia un po’ il patinato quadretto, e ricorda a chi se lo fosse dimenticato (a cominciare dai suoi congiunti) quanto poteva essere infernale la vita nella deliziosa famiglia Windsor.

A 20 anni dalla sua tragica morte, Diana resta la pietra dello scandalo in una cerchia familiare che al tempo somigliava ancora parecchio a quella bigotta, anaffettiva e arcigna che aveva prodotto la balbuzie nel sensibile principe Giorgio e l’instabilità nel primogenito Edoardo: la stessa Lady Di era stata scelta per Carlo in base ai criteri dinastico-zootecnici (vergine, fisico da fattrice, con buon pedigree) del tempo della regina Vittoria, quando tutto quel che doveva fare a letto una moglie era «chiudere gli occhi e pensare all’Inghilterra». Chi vive si dà pace solo se chi muore tace.

L'EVASIONE FINITA IN TRAGEDIA. Il caso e qualche nastro registrato hanno fatto sì che Diana Spencer, 20 anni dopo, possa rompere il silenzio per raccontare con la sua viva voce trentenne la sua infelicità, la sua oppressione. Non è stata certo la donna più oppressa e infelice della storia, ma, come disse Simone de Beauvoir di Sofia Tolstoj, la tormentata moglie di Lev, «non aveva alcuna ragione positiva per far tacere i suoi sentimenti e nessun mezzo efficace per esprimerli». Nata nel XX secolo, Diana col matrimonio si era imprigionata nell’Ottocento: è morta durante l’ennesimo tentativo di evasione.

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