Polizia
2 Agosto Ago 2017 0854 02 agosto 2017

Abusi su minori durante riti religiosi, quattro arresti a Catania

Operazione della polizia postale nei confronti di una comunità di circa 5 mila persone. Gli atti di violenza sessuale imposti come "azioni spirituali".

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Quattro persone sono state arrestate con l'accusa di atti di violenza sessuale commessi su minorenni all'interno di una congregazione religiosa, “giustificando” gli abusi come azioni mistiche spirituali. È quanto emerge dall'operazione “12 apostoli” della Polizia postale di Catania, coordinata dalla Procura distrettuale etnea, su una comunità di circa 5 mila adepti fondata da un sacerdote deceduto. Il gip ipotizza i reati di associazione per delinquere e violenza sessuale aggravata ai danni di minorenni.

ARRESTATO "SANTONE" E TRE COMPLICI. Sono un uomo e tre donne le persone arrestate e condotte in carcere per associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale. Sono il presunto 'santone' e tre collaboratrici dell'uomo, che non è un religioso. Dalle indagini del compartimento Sicilia orientale della Polizia postale è emerso che l'indagato avrebbe abusato di minorenni per 'purificarle' e 'iniziarle' alla vita spirituale, mentre le tre donne, secondo l'accusa, avevano il ruolo di plagiarle per convincere le vittime a subire la violenza sessuale facendo credere loro che fossero "azioni mistiche spirituali, aventi valenza religiosa". Particolari sull'operazione saranno resi noti durante un incontro con i giornalisti che si terrà alle 10.30 nella sala conferenze della Procura della Repubblica di Catania.

DENUNCIATI DA UNA RAGAZZA. L'inchiesta della procura della Repubblica, guidata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall'aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi e affidata al compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni guidata da Marcello La Bella, è stata avviata in seguito alla denuncia dettagliata della mamma di una ragazzina finita nel giro delle setta religiosa di Aci Sant'Antonio. È stata lei a consegnare agli 007 della polizia uno smartphone con delle conversazioni in chat che evidenziavano le intenzioni degli organizzatori religiosi che chiedevano alle ragazzine avvicinate di scrivere delle lettere contenenti dichiarazioni d'amore.

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