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SAVOIA 3 Agosto Ago 2017 1724 03 agosto 2017

Vittorio Emanuele, la Cassazione: «Ha colpa per la morte di Hamer»

La Corte Suprema ha negato il diritto all'oblio al figlio dell'ultimo re d'Italia per l'uccisione del giovane tedesco in Corsica nel 1978.

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Il fatto che i giudici francesi abbiano assolto Vittorio Emanuele di Savoia dall'accusa di omicidio volontario del giovane tedesco Dirk Hamer, «non significa però» che il 'principe' «sia esente da responsabilità sotto ogni altro profilo, giacchè assume pur sempre rilievo civilistico ed anche etico» che quella morte «avvenne nel corso di una sparatoria a cui partecipò Savoia, al di fuori di ogni ipotesi di legittima difesa». Lo dice la Cassazione che ricorda che Savoia intercettato «rese una confessione» sulla vicenda.

ASSOLTI MAURO E CROSETTI. «Pertanto», scrive la Cassazione confermando l'assoluzione dell'ex direttore di Repubblica Ezio Mauro e del giornalista Maurizio Crosetti dall'accusa di aver diffamato il Savoia definendolo "quello che usò con disinvoltura il fucile all'isola di Cavallo, uccidendo un uomo", «se la conclusione, nel 1991, della vicenda giudiziaria, iniziata con l'accusa di omicidio volontario, non consentì alle autorità francesi di muovere contestazioni ad altro titolo (non è dato sapere se per il principio del 'ne bis in idem', o per lo spirare dei termini prescrizionali, oppure per l'irrilevanza penale della condotta), non per questo risulta illegittimo, e quindi diffamatorio, ogni collegamento« del Savoia con "l'incidente" dell'isola Cavallo (18 agosto 1978) dato che «questo collegamento è pacifico nella sua materialità».

«CRITICA CERTAMENTE LEGITTIMA». Dunque, è espressione di opinione critica «certamente legittima» l'articolo del 13 ottobre 2007 «ove si era voluto rimarcare che la partecipazione di Savoia alle celebrazioni per la riapertura della reggia di Venaria era, stanti i trascorsi del personaggio, quantomeno inopportuna». Il diritto all'oblio «si deve confrontare col diritto della collettività ad essere informata ed aggiornata sui fatti da cui dipende la formazione dei propri convincimenti, anche quando ne derivi discredito alla persona titolare di quel diritto, sicchè non può dolersi Savoia della riesumazione di un fatto certamente idoneo alla formazione della pubblica opinione, tanto più che Vittorio Emanuele è figlio dell'ultimo re d'Italia e, secondo il suo dire, erede al trono».

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