Dai che è verde

NUZZIBOLO
4 Agosto Ago 2017 0937 04 agosto 2017

Carletto, il fuoricorso in fuga, in Italia ha un futuro assicurato come onorevole o broker

Ha mentito per anni sugli studi a Bologna, ha gettato nel panico famiglia, amici e fidanzata. Salvo farsi vivo da Barcellona solo perché aveva bisogno di soldi. Ci faccia però una cortesia: lasci stare la farmacia.

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Ha deluso le aspettative di chi contava su di lui, ha mentito per anni, ha dissipato il denaro affidatogli in buona fede da due anziani, li ha gettati nel panico e ora chiede loro altri soldi: in effetti Carlo Nuzzi, il 28enne calabrese studente fuoricorso di Farmacia scomparso a Bologna e felicemente ritrovato senza il becco di un quattrino a Barcellona, sarebbe sprecato dietro un bancone a decifrare prescrizioni mediche o a consigliare integratori. In Italia per gente con il suo talento ci sono carriere più luminose.

UNA CARRIERA SPIANATA. Lo vedremmo bene nei panni di un consulente di banca, di quelli che raccomandano ai risparmiatori di investire in obbligazioni subordinate senza avvertirli che si tratta di operazioni ad alto rischio. Oppure su una poltrona da sindaco, o da deputato, impegnato a non mantenere le promesse fatte agli elettori che gli permettono di lavorare tre giorni a settimana percependo un buono stipendio corredato di benefit. Sempre meglio che farmacista, professione che richiede almeno un minimo di serietà e affidabilità, visto che c’è in ballo la salute; e speriamo che i genitori e la fidanzata, digerita la gioia per aver ritrovato il loro «Carlé» sano e salvo, ancorché ben lontano dalla laurea che sosteneva di avere praticamente in tasca, lo distolgano da un settore dove potrebbe fare danni incalcolabili.

Il giovanotto non manca di intelligenza: quale italiano under-30 di buon senso, in un weekend pieno dell’estate, resterebbe ad ammuffire a Bologna al capezzale della sua ragazza appena operata, magari approfittando delle veglie per preparare gli esami che non ha mai dato, quando ha in tasca di che pagarsi un viaggetto da single a Barcellona? Tanto sa bene che tutto gli verrà perdonato.

IL VIDEOMESSAGGIO PER CARLÉ. Il videomessaggio con cui la povera convalescente supplicava in lacrime Carlé di farsi vivo, mentre con tutta probabilità Carlé se la stava spassando sulle ramblas, è più eloquente di mille rapporti Istat sulla deriva della gioventù italiana: lui l’ha piantata in asso senza spiegazioni e lei, dal letto d’ospedale, gli domanda scusa per non essersi fatta bella. Ma va bene così. Non è che possiamo regalare agli altri Paesi solo i super laureati in fuga dal precariato e gli startupper incompresi. Ogni 10 dottorandi e ricercatori dobbiamo rifilargli anche un Carlé. Se no finisce che ce lo ritroviamo in banca o in parlamento, o peggio ancora, dài e dài, nella farmacia sotto casa nostra.

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