Codice ong firmato anche da Sea-Eye
8 Agosto Ago 2017 1851 08 agosto 2017

Codice di condotta per le Ong: chi ha firmato e chi no

Le nuove regole volute dal Viminale hanno diviso il mondo degli operatori privati attivi nel salvataggio in mare dei migranti. Gli ultimi ad aver sottoscritto il documento sono gli spagnoli di Proactiva Open Arms.

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Ha spaccato le organizzazioni non governative il codice di condotta voluto dal Viminale. Con la firma dell'ultima arrivata, la spagnola Proactiva Open Arms, è salito a quattro il numero delle Ong che hanno dato la loro adesione, una cifra pari a quella delle altre che invece hanno detto no.

Le prime a sottoscrivere il codice sono state Save the children, Moas e Sea-Eye. Restano contrarie Sos Mediterranee, Medici senza frontiere, Sea-Watch e Jugend Rettet. Ecco le loro caratteristiche principali (leggi anche: Governo, Minniti deluso: il Colle lo difende).

Il fronte del sì

SAVE THE CHILDREN. È la più grande organizzazione internazionale indipendente che dal 1919 lotta per migliorare la vita dei bambini, operando in 120 paesi. Dal 2016 è impegnata con la nave "Vos Hestia", nella ricerca e nel salvataggio in mare.

MOAS. Fondata nel 2014 dagli imprenditori italo-americani Christopher e Regina Catrambone, è maltese. In questi anni ha soccorso oltre 35 mila migranti nel Mediterraneo, con la nave "Phoenix" e utilizzando droni. «Non abbiamo ricevuto donazioni da George Soros», hanno assicurato i suoi rappresentanti dopo i dubbi circolati sui suoi canali di finanziamento.

SEA-EYE. È nata nel 2015, quando un gruppo di persone della città tedesca di Regensburger, guidato dall'imprenditore Michael Buschheuer, ha deciso di non voler più assistere inerme alla morte di rifugiati nel Mediterraneo. Dopo aver acquistato un vecchio peschereccio riadattandolo per la ricerca e il soccorso in mare, ha salvato 5.568 persone nel 2016.

PROACTIVA OPEN ARMS. Associazione spagnola di stanza a Barcellona, è nel Mediterraneo dal 2016 con la nave "Golfo Azzurro". Fino ad oggi ha contribuito a trarre in salvo più di 18 mila persone.

Il fronte del no

MEDICI SENZA FRONTIERE. Impegnati da tre anni in operazioni di ricerca e assistenza medica nel Mediterraneo con tre navi, hanno soccorso direttamente da aprile a novembre 2016 19.708 persone da barconi sovraffollati e assistito ulteriori 7.117 persone trasferendole in modo sicuro in Italia e offrendo loro cure mediche a bordo.

SOS MEDITERRANEE. Associazione umanitaria indipendente italo-franco-tedesca, opera con la nave "Acquarius", guardapesca che può ospitare fino a 500 persone. È finanziata al 99% da donazioni private e Medici senza frontiere contribuisce al costo del noleggio della nave.

SEA WATCH. È una Ong tedesca che ha soccorso 20 mila persone nel 2016. I primi salvataggi sono stati fatti con un peschereccio di seconda mano, comprato con i risparmi di un commerciante e quattro piccoli imprenditori tedeschi.

JUGEND RETTET. Nel 2016 ha salvato 6.526 persone con la nave "Iuventa", battente bandiera olandese, che è stata sequestrata dal gip di Trapani per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. È una Ong berlinese, una rete di giovani europei: 16 di loro, con una colletta online, hanno comprato e adattato al soccorso un vecchio peschereccio, trasformandolo nella "Iuventa".

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