Belgio contro Olanda,insetticida in uova
9 Agosto Ago 2017 1319 09 agosto 2017

Insetticida nelle uova, il Belgio accusa l'Olanda

Il ministro Denis Ducarme in parlamento: «Siamo di fronte a una frode, i responsabili devono essere puntiti duramente dalla giustizia». L'Aia non avrebbe avvisato in tempo le autorità dell'Unione europea.

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Le autorità di Belgio e Olanda si scambiano accuse sul caso delle uova contaminate dall'insetticida fipronil, con polemiche roventi in paesi dai fragili equilibri politici. Il neo-ministro dell'agricoltura belga Denis Ducarme, in carica dal 29 luglio, in un'audizione nel Parlamento federale ha attaccato le autorità sanitarie olandesi. Sapevano delle uova al fipronil dal novembre 2016, ha detto Ducarme mostrando un rapporto del Nvwa (l'agenzia per la sicurezza alimentare dell'Aja), ma non hanno avvertito nessuno.

L'UE MONITORA LA SITUAZIONE. Non è vero, ha risposto a mezzo stampa il direttore generale del Nvwa Rob van Lint: il rapporto parlava delle stalle e non delle uova, da qui la valutazione di assenza di rischi per la salute pubblica. La Commissione europea rileva che la responsabilità «primaria» per la sicurezza alimentare «spetta agli stati membri» e si tiene equidistante, ma «monitora attentamente la situazione».

L'attacco belga arriva dopo giorni in cui nel tritacarne mediatico era finita l'Afsca, l'omologa belga del Nvwa, accusata di sapere della vicenda da giugno ma di averla notificata all'Ue solo il 20 luglio. E di aver colpevolmente minimizzato, come mostrano le ultime analisi, i livelli di contaminazione riscontrati. Così, tra accuse reciproche, si continuano a cercare in Europa le uova positive al fipronil.

ANALISI SU 150 ALLEVAMENTI OLANDESI. Gli olandesi stanno analizzando anche le carni e oltre 150 allevamenti sono chiusi ormai da una settimana per accertamenti. Il fipronil è sostanza anti-pulci comunemente usata per gli animali domestici, ma vietata nell'allevamento. È stato usato illegalmente per 'rinforzare' un prodotto convenzionale, poi venduto agli allevatori tra Belgio e Paesi Bassi, probabilmente già dall'anno scorso come trattamento capace di ridurre i trattamenti a uno o due l'anno invece dei 3-4 di prassi.

INDAGINI SU DUE AZIENDE. Le indagini si concentrano su due aziende, una olandese che offriva il trattamento e l'altra delle Fiandre, in Belgio, che forniva l'antiparassitario dei miracoli. La vicenda ha causato il ritiro di circa una decina di milioni di uova, per ragioni precauzionali, soprattutto in Belgio, Olanda e Germania. Ma esemplari contaminati provenienti dai Paesi Bassi sono stati ritrovati addirittura a Hong Kong. Si tratta di due campioni su circa un milione di uova importate. Anche le quantità trovate in Francia (in 5 imprese) e Regno Unito (0,0001% delle uova importate) sono poca cosa e i rischi per la salute sono limitati.

SETTE UOVA AL GIORNO PER SENTIRE GLI EFFETTI. Secondo l'istituto tedesco per la gestione del rischio, un adulto dovrebbe ingerire fino a sette uova in un giorno prima di subire effetti nocivi dal fipronil, almeno alle concentrazioni in cui è stato trovato nelle uova. Ma la vicenda è diventata politica. Da un lato i belgi rivivono l'incubo della diossina negli allevamenti del 1999, che causò un terremoto politico. Dall'altro, la politica olandese vive tempi incerti, dal marzo scorso alle prese con la formazione di un governo. Ma sui rischi nella catena alimentare, a vent'anni dalla mucca pazza e dai polli alla diossina, nonostante l'Ue si sia dotata di un sistema di allerta rapido su alimenti e mangimi, i paesi europei non hanno ancora imparato a parlarsi.

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