Minniti, Isis perde e rafforza attacchi
LOTTA ALLA MAFIA
10 Agosto Ago 2017 1935 10 agosto 2017

Agguato a Foggia, Minniti: «Durissima risposta dello Stato»

Il ministro degli Interni annuncia l'arrivo di 192 unità aggiuntive per le forze dell'ordine.Tra loro anche 24 appartenenti ai Cacciatori di Calabria, il reparto speciale dei carabinieri specializzato nella ricerca dei latitanti.

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«La risposta dello Stato rispetto all'uccisIone di cittadini inermi e innocenti sarà durissima». Il ministro degli Interni, Marco Minniti, lo ha promesso al termine del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto a Foggia, dopo la strage di mafia in cui hanno trovato la morte quattro persone. «Questa è una grande questione per tutto il Paese», ha aggiunto Minniti, sottolineando come la lotta alla criminalità organizzata non riguardi soltanto la provincia del capoluogo pugliese. I carabinieri hanno ascoltato numerose persone tra amici e parenti delle vittime, eseguendo anche delle perquisizioni, ma finora non sarebbero emersi elementi utili alle indagini (leggi anche: La mafia di Foggia: 300 omicidi in 30 anni, l'80% impuniti).

Le prime misure concrete? Eccole: «Il controllo del territorio è la prima risposta», ha spiegato Minniti, annunciando l'arrivo a Foggia di 192 unità aggiuntive per le forze dell'ordine. La prima parte del contingente arriverà già il 10 agosto e tra loro ci saranno anche 24 appartenenti ai Cacciatori di Calabria, reparto speciale dei carabinieri specializzato nella ricerca dei latitanti.

L'OBIETTIVO È «SATURARE IL TERRITORIO». Tra i rinforzi in arrivo ci sono anche membri dei reparti prevenzione e anticrimine della polizia, delle compagnie di intervento dei carabinieri e dei baschi verdi della guardia di finanza. «Il loro compito sarà 'saturare' il territorio», ha detto il ministro degli Interni.

UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ. La lotta contro le mafie «è una grande battaglia di civiltà e naturalmente su questo fronte è molto importante coinvolgere l'opinione pubblica, avere cioè una partecipazione attiva della gente. Per questo ho voluto ascoltare i sindaci e i loro consigli. E a loro ho chiesto di essere parte attiva, perché serve una sorta di rivolta morale nelle popolazioni di questa provincia».

A SAN SEVERO IL TERZO REPARTO ANTICRIMINE. Nella strage di San Marco in Lamis sono stati uccisi il boss Mario Luciano Romito e il cognato che gli faceva da autista, Matteo De Palma. Trucidati anche due fratelli contadini, uccisi solo perché si trovavano al posto sbagliato al momento sbagliato, divenendo testimoni dell'eccidio: Luigi e Aurelio Luciani, rispettivamente di 47 e di 43 anni. A San Severo, in provincia di Foggia, il ministero dell'Interno ha deciso di costituire stabilmente un Reparto di prevenzione crimine: in questo modo la Puglia, insieme alla Calabria, sarà l'unica regione ad avere sul proprio territorio tre reparti di questo tipo.

RIUNIONI OGNI DUE MESI. «L'obiettivo che ci siamo dati», ha spiegato ancora Minniti, «è che ogni due mesi ci riuniremo qui per fare il punto della situazione». «Ora è il Gargano che combatte la mafia», ha detto invece il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, riferendo che don Ciotti ha comunicato che Foggia sarà sede della grande manifestazione di commemorazione delle vittime della mafia organizzata da Libera per il prossimo 21 marzo.

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