Foggia
11 Agosto Ago 2017 1330 11 agosto 2017

Foggia, agguato per uccidere un capoclan: cosa sappiamo

Un commando in auto fredda quattro persone a San Marco in Lamis. L'obiettivo un boss locale. Due delle vittime erano testimoni che erano lì per caso.

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Quattro persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco in un agguato compiuto da persone non ancora identificate, avvenuto sulla Sp 272 nei pressi della stazione ferroviaria di San Marco in Lamis (Foggia). Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia.

1. La dinamica: auto affiancata da un commando

Le quattro vittime erano a bordo di due mezzi, un Fiorino ed una vettura Volkswagen: il commando composto da 4-5 persone - avrebbe sparato colpi di arma da fuoco prima contro il maggiolone, uccidendo le due persone che erano a bordo e poi avrebbe inseguito le altre due persone che si trovavano sul Fiorino, uccidendo sul colpo uno dei due che erano a bordo e ferendo gravemente l'altro che è poi morto nell'ospedale di San Severo.

L'agguato è avvenuto in un tratto di strada della provinciale 272 che si trova a pochissimi chilometri da San Severo e Apricena, altri due Comuni dove recentemente sono avvenuti omicidi a causa della lotta tra clan per la spartizione degli affari illeciti sul territorio.

2. L'obiettivo: un capo clan locale

Tra le quattro vittime dell'agguato avvenuto a San Marco in Lamis c'è il boss Mario Luciano Romito (leggi il profilo), di 50 anni, di Manfredonia, ritenuto dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell'omonimo clan che negli ultimi anni si è contrapposto al clan dei Libergolis nella cosiddetta faida del Gargano. Con lui, a bordo della vettura, c'era il cognato, Matteo De Palma, che gli faceva da autista, anche lui morto all' istante. Obiettivo del commando - secondo gli investigatori - era Romito.

Stando alle autopsie eseguite presso l'istituto di medicina legale di Foggia Mario Luciano Romito è stato ucciso da due fucilate alla nuca. Stessa sorte anche per il cognato, Matteo de Palma: anche lui è stato ucciso con un colpo di fucile alla nuca.

3. I testimoni: due contadini lì per caso

Due contadini, testimoni involontari del duplice omicidio, sono le altre due vittime dell'agguato. I fratelli Luigi e Aurelio Luciani, si legge sulle carte dell'autopsia, sono stati inseguiti e ammazzati con ferocia. I due sono stati uccisi dai killer con colpi sparati con il fucile d'assalto AK 47 Kalashnikov: Aurelio Luciani che aveva tentato di fuggire uscendo dall'auto, è stato raggiunto da due colpi al fianco e uno al gluteo; il fratello Luigi è stato ucciso con due colpi alla testa e uno alla nuca.

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