Maltempo 2
11 Agosto Ago 2017 1007 11 agosto 2017

Maltempo, dopo le piogge si contano i danni

Danni per milioni di euro in Veneto. Friuli in ginocchio con oltre 17 mila persone ancora senza elettricità. E nelle prossime ore è previsto un nuovo fronte freddo.

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Il giorno dopo i violenti nubifragi che hanno colpito il Centro-Nord è iniziata la conta dei danni. In Veneto secondo una prima stima i danni ammonterebbero a diversi milioni di euro. In Friuli invece almeno 18 mila utenti sono ancora senza elettricità dopo i 70 mila del 10 agosto.

COLDIRETTI: «DANNI PER 2 MLD DI EURO». Un intero anno di lavoro è andato perduto per molte aziende agricole per colpa dei violenti nubifragi e grandinate che si sono abbattute nel Nord Italia proprio nel momento in cui si avvicinava la raccolta. E dove nel mese di luglio le piogge erano state praticamente dimezzate risultando inferiori del 47% alla media con i terreni secchi per una grave siccità. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell'ondata di maltempo che fa salire il conto dei danni di 2 miliardi di euro provocati all'agricoltura italiana dagli eventi estremi del clima impazzito del 2017. Su una agricoltura stremata dalla siccità, sottolinea la Coldiretti, il maltempo si è abbattuto a macchia di leopardo dal Trentino dove sono stati colpiti pregiati frutteti e vigneti proprio nel momento della raccolta al Veneto dove interi filari di Merlot, Cabernet, Raboso e Prosecco sono stati rovesciati a terra, serre di pomodori, peperoni e melanzane distrutte, annessi rustici scoperchiati e frutteti compromessi secondo il primo bilancio dei tecnici della Coldiretti al lavoro affianco agli agricoltori dell'area una delle piu' produttive in fatto di tipicita' vegetale e famosa per i vini della Doc del Piave.

1. Veneto: Vigili del fuoco al lavoro per la conta dei danni

Si contano i danni nelle diverse località del litorale veneto colpite ieri pomeriggio da un nubifragio con trombe d'aria, mentre i vigili del fuoco hanno operato tutta la notte per dare corso alle centinaia di richieste di intervento, tra il rodigino e il veneziano, specie per liberare le strade e mettere in sicurezza elementi resi pericolanti dalla furia del vento. Intenso anche il lavoro della Guardia Costiera per le imbarcazioni che avevano segnalato di essere in difficoltà. Il reparto operativo aeronavale Venezia della Guardia di Finanza è intervenuto per trarre in salvo due persone che, su una barca a vela in navigazione al largo del Lido, avevano lanciato il 'mayday' dopo essere state sorprese da una tromba d'aria. In mattinata, il governatore del Veneto Luca Zaia si recherà nelle località più colpite del litorale veneziano, specie al Cavallino dove ci sono campeggi e villaggi turistici e due persone erano rimaste ferite in modo serio.

48 FERITI PER IL MALTEMPO. Sono stati 48 i feriti soccorsi e portati nei Pronto soccorso degli ospedali del litorale e dell'entroterra. Di questi 45 sono già stati dimessi e tre risultano ricoverati. Il bilancio più pesante è stato registrato nell'area del Cavallino, con tre feriti gravi: una turista tedesca di 42 anni, operata stanotte a Cà Foncello di Treviso per frattura vertebrale, un residente del Cavallino con trauma toracico e frattura vertebrale ricoverato a San Donà, e un terzo ferito trasportato d'urgenza all'ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia e tuttora ricoverato. Dei pazienti portati in autoambulanza nei presidi di soccorso del litorale e poi dimessi, 17 sono di nazionalità straniera (tedeschi, olandesi, austriaci e ungheresi) e 28 italiani. Le squadre sanitarie del 118 delle Ulss Serenissima, Veneto Orientale, Polesana e di Treviso - rende noto il coordinatore del Suem del Veneto - hanno lavorato pomeriggio fino a notte fonda a pieno regime per soccorrere le migliaia di turisti che affollano i villaggi turistici della costa veneziana e polesana e i residenti dei comuni costieri.

COLDIRETTI PROCEDE ALLE RILEVAZIONI. Vigneti sradicati a Portogruaro, strage di ortaggi del Cavallino, colture di mais atterrate nel rodigino: Coldiretti sta procedendo alla rilevazione dei danni causati dalla tromba d'aria che ieri ha colpito il litorale veneto concentrando nelle province di Venezia e Rovigo tutta la forza distruttiva. Interi filari di Merlot, Cabernet, Raboso e Prosecco sono ancora rovesciati a terra nell'area della Doc di Lison Pramaggiore fino alla linea del Piave. Nel cuore produttivo del comune di Jesolo fino a Bibione serre di pomodori, peperoni e melanzane distrutte, annessi rustici scoperchiati e frutteti compromessi. Il bilancio non è ancora definitivo ma Coldiretti parla già di stato di calamità mentre tecnici e agricoltori sono al lavoro anche nel polesine per delimitare le zone ai fini della comunicazione ufficiale agli uffici competenti.

VASTO DISPIEGAMENTO DI AMBULANZE. Ingente il dispiegamento di mezzi e uomini: dall'Ulss 4 Veneto Orientale sono intervenute 6 autoambulanze con relative squadre (2 di presidio a Cavallino e 4 di stanza a Jesolo), dall'Ulss 3 Serenissima 4 idroambulanze (di cui 3 della Croce Verde di Venezia), 4 autoambulanze (di cui 2 della Croce Verde di Marcon e 1 della Croce Rossa), un mezzo del nucleo soccorsi speciali e una automedica; l'Ulss 2 di Treviso ha messo a disposizione, oltre all'elicottero che ha soccorso la turista tedesca, 3 autoambulanze (di cui una della Croce Rossa) e una automedica. Infine l'Ulss 5 Polesana ha mobilitato ieri 7 autoambulanze per soccorrere turisti e residenti ad Albarella, Rosolina e nell'area del delta del Po: solo 3 gli accessi al Pronto Soccorso.

2. Friuli Venezia-Giulia: 10 mila utenti senza elettricità

Prosegue il lavoro dei 500 tecnici di e-distribuzione in Friuli Venezia Giulia, che sono riusciti a rialimentare nella notte migliaia di utenze saltate per il maltempo. Sono scesi a 10 mila al momento - informa l'azienda del gruppo Enel - i clienti senza corrente, rispetto ai 70 mila comunicati con una nota delle ore 22 del giorno prima. I 500 tra tecnici e operativi di e-distribuzione, provenienti anche da altre regioni, e delle imprese appaltatrici, stanno fronteggiando dal pomeriggio di ieri l'eccezionale e violenta perturbazione che ha colpito il Fvg, provocando inizialmente il distacco di 100 mila utenze. La società per la distribuzione di energia elettrica sta lavorando su oltre cento guasti già identificati nelle ispezioni condotte ieri, mentre con l'ausilio di un elicottero sta supervisionando l'intera rete nell'area.

DUEMILA CHIAMATE D'EMERGENZA IN POCHE ORE. Tra le 16.30 e le 18.00, periodo in cui si è abbattuta su oltre 120 Comuni del Friuli Venezia Giulia la forte perturbazione, il Numero unico per le emergenze 112 ha ricevuto circa 2.000 telefonate, un numero pari a quello che viene gestito nell'arco di un'intera giornata, la maggior parte delle quali indirizzate ai Vigili del Fuoco. Lo rende noto l'assessore regionale con delega alla Protezione civile, Paolo Panontin: «Dato l'elevato numero di contatti, il sistema ha deviato le chiamate in eccesso alla centrale del Nue di Brescia, che ha dato un importante supporto agli operatori della nostra centrale regionale. Nonostante la situazione di emergenza l'elevata professionalità degli operatori ha quindi permesso di dare risposte rapide alle emergenze mediche, ovvero quelle indirizzate al 118».

DANNI PIÙ GRAVI A SAN VITO AL TAGLIAMENTO. È nella città di San Vito al Tagliamento (Pordenone) il bilancio più grave del maltempo che ha colpito ieri pomeriggio il Friuli Venezia Giulia. E' di almeno dieci milioni di euro la stima provvisoria fatta dal sindaco, Antonio Di Bisceglie, che ha effettuato un sopralluogo stamani e sta gestendo la collocazione di una famiglia la cui abitazione è inagibile, investita da alcuni alberi del vicino parco comunale, e non può farvi rientro dopo una notte trascorsa da amici. Le altre zone maggiormente colpite dal nubifragio sono quelle di Cordovado, Morsano al Tagliamento, Casarsa e Valvasone/Arzene, San Giorgio della Richinvelda e Spilimbergo. Pesante anche il bilancio relativo alla caduta di vigneti e altri alberi da frutto.

Panontin aggiunge che «la perturbazione ha coinvolto moltissimi Comuni, e verso il centralino dei Vigili del fuoco è stato smistato un numero enorme di telefonate proprio nel momento in cui questi hanno dovuto mettere in campo tutto il personale disponibile per fare fronte all'emergenza, assieme alla Protezione civile e alle forze dell'ordine. Considerato il tipo di fenomeno atmosferico i cittadini hanno quindi chiesto l'intervento dei vigili del fuoco, con un conseguente allungamento dei tempi necessari per dialogare con i loro operatori. In questo caso l'introduzione del Nue ha permesso di filtrare le chiamate, di identificare e dare risposte tempestive alle chiamate più urgenti, ovvero quelle sanitarie destinate al 118. A queste ultime è stata data la precedenza - conclude - così da proteggere il bene più prezioso, ovvero la vita delle persone».

NUOVA PERTURBAZIONE IN ARRIVO. Intanto sono proseguiti nella notte gli interventi sul territorio della Protezione civile e dei Vigili del fuoco per i danni dovuti alla caduta di alberi e ramaglie sulle strade, sulle linee elettriche e telefoniche, con interruzioni del transito e dei servizi essenziali. In diversi Comuni la situazione sta gradualmente ritornando alla normalità. Rimangono ancora interrotte la strada di collegamento tra Paularo e Cason di Lanza e la strada regionale 646 per Uccea a Lusevera, verso il confine con la Slovenia. Nel corso dell'11 agosto è previsto l'arrivo sulla regione della depressione con aria più fredda in quota, preceduta in mattinata dal passaggio di un fronte d'aria più fredda. Sono previsti ancora rovesci e temporali sparsi, che probabilmente poi nel corso della mattinata diverranno più diffusi su tutte le zone, con locali piogge da abbondanti a intense, fino alle ore centrali della giornata, localmente ancora con temporali forti. Nel pomeriggio sono previste schiarite, ma saranno ancora possibili isolati rovesci o temporali. I venti saranno in genere di intensità debole o moderata, inizialmente sud-occidentali, dal pomeriggio nord-orientali, ma non si escludono rinforzi durante i temporali.

3. Trentino: frane e smottamenti in valli di Cembra e val di Fiemme

Dopo la grandine, le frane e gli smottamenti. L'eccezionale ondata di maltempo delle ultime ore ha nuovamente mobilitato in Trentino protezione civile e vigili del fuoco. Particolarmente colpita la parte occidentale della provincia e le valli di Cembra e Fiemme dove alcune famiglie hanno dovuto lasciare temporaneamente le loro abitazioni a scopo precauzionale per una serie di smottamenti. Una frana ha provocato la chiusura della statale 240 tra le valli del Chiese e di Ledro. La Giunta provinciale, riunita stamattina, formalizzerà a Roma la richiesta dello stato di calamità. Ancora da quantificare i danni, soprattutto per quanto riguarda l'agricoltura: dai primi rilievi però appaiono molto ingenti.

4. Lombardia: danni per 100 milioni di euro

La tromba d'aria e la grandine - che hanno colpito nel Bresciano la zona della Franciacorta, di Rovato e del Lago d'Iseo hanno provocato danni per cento milioni di euro all'agricoltura. Lo ha reso noto Coldiretti Lombardia, precisando che sono stati sventrati tremila metri quadrati di serre, e danneggiati vigneti e uliveti. La tempesta di ghiaccio e vento ha colpito a macchia di leopardo: sono stati coinvolti filari di vigna, piante di ulivo e colture sotto serra. Dopo le gelate a sorpresa della primavera scorsa - spiega la Coldiretti Lombardia, le grandinate sparse. «Il conto dei danni - ha sottolineato il presidente Ettore Prandini - ammonta a circa 100 milioni di euro in Lombardia e supera i 2 miliardi a livello nazionale. Chicchi di grandine grossi come uova non lasciano scampo. Negli ultimi dieci anni in Italia abbiamo avuto 14 miliardi di euro di danni per colpa delle anomalie climatiche».

NEL 2017, 23 GRANDINATE. Da maggio ad agosto in Lombardia vi è stata una grandinata ogni dieci giorni. Lo sostiene Coldiretti, precisando che in zone diverse della regione in questo arco di tempo si sono abbattute complessivamente 13 tempeste di ghiaccio, con chicchi che andavano dalla grandezza di un nocciolo a quella di un uovo. L'ultima oggi, nella zona a ovest di Milano fra Turbigo, Legnano e Cerro Maggiore con chicchi come nocciole. In questi tre mesi e mezzo sono stati colpite vigneti, uliveti, frutteti, con danni del 30% sulle aree coinvolte, ma con punte anche del 90%. «Non è solo la dimensione dei chicchi a fare danni», afferma la Coldiretti Lombardia, «ma anche la violenza del vento che ne aumenta la potenza distruttiva. Siamo di fronte quest'anno al moltiplicarsi di eventi estremi con l'alternarsi di caldo anomalo, siccità, bombe d'acqua, grandinate violente. Senza parlare dei danni provocati dagli incendi. Complessivamente, nel 2017 a livello nazionale danni per due miliardi».

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