Suprematisti Fiaccolata
suprematisti della Virginia 12 Agosto Ago 2017 1833 12 agosto 2017

Usa, protesta dei suprematisti bianchi: è stato d'emergenza

Marcia all'Università della Virginia e scontri tra manifestanti di destra e oppositori. Auto sulla folla: un morto. In allerta la Guardia nazionale. La polizia dichiara il corteo fuorilegge. E Trump non condanna gli estremisti.

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Tre morti e almeno 35 feriti. È il bilancio del sabato di sangue a Charlottesville, in Virginia, teatro della maggiore manifestazione di suprematisti bianchi negli Stati Uniti da decenni. Un'auto si è scagliata contro il corteo antirazzista, che si era formato per manifestare contro i suprematisti, e ha ucciso una donna che attraversava la strada. Il conducente dell'auto, una Dodge Challeneger grigia, è sotto custodia della polizia, che tratta l'incidente come omicidio. L'uomo è un 20enne di Maumee in Ohio e secondo i media americani si chiama James Alex Fields.

James Alex Fields. Foto del dipartimento di polizia di Charlottesville.

PRECIPITATO UN ELICOTTERO CHE SEGUIVA LE PROTESTE. Le altre vittime, invece, sono state causate dalla caduta di un elicottero della polizia che perlustrava l'area degli scontri. Il presidente Donald Trump ha condannato gli avventimenti ma è stato travolto dalle critiche per non aver usato parole più dure. L'inquilino della Casa bianca ha infatti condannato la violenza arrivata da «più parti» senza fare diretto riferimento al razzismo e all'estrema destra, che non gli ha fatto mancare il proprio sostegno durante la campagna elettorale.

La marcia è stata organizzata all'Università della Virginia. La manifestazione si è tenuta in vista del raduno di "Unite the Right" per protestare contro la decisione della città di Charlottesville di rimuovere la statua del generale confederato Robert Lee, uno dei protagonisti della Guerra civile americana. Fra slogan nazisti, grida «Heil Hitler» e cantando gli «ebrei non ci rimpiazzeranno», i suprematisti bianchi hanno invaso la piccola e tranquilla cittadina della Virginia già venerdì 11 agosto. La tensione è salita nella mattinata, con gli scontri cominciati ancora prima che la manifestazione prendesse il via. Nel giro di un'ora la situazione è precipitata, con il governatore Terry McAuliffe costretto a dichiarare lo stato di emergenza e mettere in allerta la Guardia Nazionale.

La polizia in assetto da guerriglia è intervenuta, dichiarando fuori legge la manifestazione e ordinando a chi era in piazza di disperdersi. La tensione però non si è allentata: un'auto è finita contro la folla causando un morto e 19 feriti. Secondo indiscrezioni, la polizia ritiene l'incidente "intenzionale", così come riferiscono alcuni testimoni e come si evince da numerosi video choc pubblicati sui social network.

RYAN: «SPETTACOLO ROPUGNANTE». Il mondo politico americano si è affrettato a condannare gli incidenti. Lo speaker della Camera, il repubblicano Paul Ryan, ha definito «ripugnante» lo «spettacolo di Charlottesville». Dalla Casa Bianca la prima a commentare è stata la First Lady, Melania Trump, condannando la violenza che «non porta nulla di buono». Il commento di Trump si è fatto attendere fra le polemiche: nonostante il presidente sia un avido consumatore di informazione televisiva, la sua condanna secca è arrivata dopo ore, affidata a un tweet. «Non c'è posto per questo tipo di violenza in America», dice il presidente.

MCMASTER: «CONDANNO I SUPREMATISTI». Per il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, McMaster quello che è successo a Charlottesville rientra appiano nella «definizione di terrorismo». «Ogni volta che si commette un attacco contro la gente per incitare la paura, è terrorismo», ha detto McMaster, condannando gli incidenti: «Sono un atto criminale contro gli americani. Un atto che potrebbe essere stato motivato dall'odio e dall'intolleranza, ma vedremo cosa emerge dalle indagini». Il consigliere ha anche detto di «condannare i suprematisti bianchi, i razzisti e i gruppi nazisti».

QUEL BANNON STRATEGA DI TRUMP. Ma la polemica sui tempi di reazione troppo lenti non si placa, soprattutto alla luce dell'appoggio degli estremisti di destra a Trump durante la campagna elettorale e la presenza nell'amministrazione del controverso stratega Steve Bannon. Una condanna compatta degli incidenti è arrivata anche dai democratici, con l'ex presidente Bill Clinton che ha invitato a opporsi in modo secco e deciso al suprematismo bianco.

DUKE: «TRUMP NON DIMENTICHI CHI L'HA ELETTO». A puntare il dito contro Trump anche l'ex leader del Ku Klux Klan, David Duke: «Guardati allo specchio e ricordati che sono stati i bianchi americani a regalarti la presidenza», ha affermato riferendosi all'invito del presidente a unirsi e opporsi all'odio. Gli incidenti a Charlottesville sono gli ultimi di una lunga serie negli Stati Uniti legati alla rimozione di statue e simboli legati alla Guerra di Secessione.

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