Morto Spagna: papà, ucciso da bestie
L'ULTIMO MARXIANO 17 Agosto Ago 2017 1406 17 agosto 2017

Pestaggio in Spagna, per i millennials vale più un like che la vita di un ragazzo

I tragici fatti avvenuti nella discoteca di Lloret de Mar in Spagna parlano chiaro: la grigia selfie generation, mutila di passioni politiche ma open mind e market friendly, ha preferito filmare una persona picchiata a morte piuttosto che intervenire.

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Spagna, estate 2017. La movida ininterrotta procede, di festa in festa, in un turbine di godimento senza limiti e senza frontiere. Come prevedeva con sguardo lungimirante Tocqueville, il nuovo potere lasco e permissivo aspira a far sì che non tramonti mai il sole sul nuovo impero del godimento acefalo per sudditi con incoscienza felice postmodernizzata, a patto che essi non pensino che a divertirsi.

UN TOTALITARISMO GLAMOUR. È l'essenza del nuovo totalitarismo liberal e glamour. Ed eccoli, i vacui Millennials, la grigia selfie generation fashion addicted e trendy, mutila di passioni politiche, open mind e market friendly: 300 ragazzi - nativi a capitalismo integrale - tutti intenti a filmare con l'inseparabile telefonino un connazionale pestato senza pietà da tre manigoldi. Pestato a sangue fino alla morte. Nell'indifferenza generale di chi, intorno a lui, non si curava d'altro se non di riprendere coi dispositivi digitali quanto stava accadendo, per poi "postare" nell'open space di internet e "condividere" quello spettacolo, nella speranza di attirare più "like".

L'EPOCA DELL'HOMO VIDENS. La mediatizzazione ha ormai fagocitato il reale. L'homo videns, come in modo ficcante ebbe a definirlo Sartori, ha spodestato la soggettività agente e responsabile. Lo spettacolo permanente - non importa se ci scappa il morto - ha sostituito il reale: che esiste ormai solo nella umbratile forma di realtà mediatizzata. La comunità reale è stata detronizzata a beneficio della community virtuali delle monadi senza finestre, sempre connesse alla rete e disconnesse dalla realtà.

Ecco qui l'Erasmus generation apolide e sradicata, gaudente e senza impegno, che si diletta tra aperitivi e movida, il cui senso ultimo si coagula nel noto adagio della civiltà dei consumi life is now

Et voilà, la bellezza della società digitale femminilizzata e post-eroica, che non ha più in Che Guevara il proprio modello e nelle lotte anti-imperialistiche il proprio riferimento, ma solo nelle star hollywoodiane e in Vacchi, nel pacifismo belante e salmodiante, nella passività ebete del plusgodimento turbocapitalistico e postborghese. Ecco qui l'Erasmus generation apolide e sradicata, gaudente e senza impegno, che si diletta tra aperitivi e movida tra lidi greci e spagnuoli, assorbita nel vortice di un hic et nunc disinibito, senza differimenti e tempi morti, il cui senso ultimo si coagula nel noto adagio della civiltà dei consumi life is now. Nessuno interviene, né si scandalizza: per la selfie generation dei Millennials l'unica cosa contro cui valga la pena insorgere è l'autoritatismo (rosso o nero), identificato senza riserve con tutto ciò che può limitare, disciplinare e frenare il giuoco del godimento ininterrotto.

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