Breno
24 Agosto Ago 2017 1946 24 agosto 2017

Migranti, protesta nel Piacentino per l'arrivo di 15 minorenni

Bloccati con il fieno gli ingressi dell'ex scuola di Breno, frazione di Borgonovo Valtidone. Sul muro esterno la scritta: «No ai neri e alle coop. E all'invasione».

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Ospitare quindici profughi minorenni nel "nostro" paesino in collina? No grazie. Alcuni residenti di Breno, frazione di Borgonovo Val Tidone, 7.865 abitanti in provincia di Piacenza, proprio non ne vogliono sapere di accogliere il gruppo di giovanissimi cittadini africani che la prefettura ha previsto di sistemare nell'ex scuola del piccolo centro. È scattata una protesta che ha richiesto l'intervento dei carabinieri. E per essere proprio sicuri che il messaggio fosse chiaro, qualcuno ha pensato di bloccare completamente gli accessi alla struttura, depositando qualche quintale di fieno proprio davanti ai tre ingressi.

CARABINIERI E SINDACO HANNO RIPORTATO LA CALMA. L'arrivo sul posto dei carabinieri prima, e del sindaco subito dopo, ha comunque riportato tutto più o meno alla normalità. Ma la situazione resta tesa e non si escludono altri atti di protesta da parte dei residenti. Tra loro, qualcuno nottetempo ha anche vergato con la vernice spray una scritta razzista sul muro esterno dell'ex scuola, data in gestione alla cooperativa piacentina Ippogrifo: «Breno dice no ai neri e alle coop. E all'invasione».

INDAGINI IN CORSO PER IDENTIFICARE I RESPONSABILI. I militari della compagnia di Piacenza hanno identificato una decina di persone che, nella mattinata del 23 agosto, si erano radunate davanti all'edificio per protestare. Tra loro anche alcune mamme. Nessuno ha ovviamente ammesso di aver commesso atti illeciti, ma sono in corso le indagini per scoprire chi ha bloccato gli ingressi con il fieno e chi ha imbrattato il muro esterno dell'ex scuola.

I 15 MINORI SONO ENTRATI NELLA STRUTTURA. In ogni caso, come previsto dalla prefettura di Piacenza, i 15 minorenni provenienti da Senegal, Sierra Leone, Ghana, Nigeria, Bangladesh, Gambia, Guinea e già sul territorio italiano da un qualche tempo, hanno potuto fare ingresso nella struttura assieme a sei educatori della cooperativa, più due custodi accompagnati dai funzionari della prefettura.

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