Dai che è verde

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25 Agosto Ago 2017 0903 25 agosto 2017

Fixie, la bici degli hipster che ti trasforma da minchione a killer

Costosa e illegale perché senza freni, è il nuovo oggetto del desiderio dei ciclisti 2.0. che possono trasformarsi in predatori urbani e venire denunciati per omicidio colposo, com’è successo in Inghilterra.

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Quando l’uomo con la bici incontra un uomo con l’automobile, l’uomo con la bici è un uomo morto. È la spietata legge della strada, di cui ognuno di noi impara, spesso a proprie spese, i corollari. Tipo che quando l’uomo che va a piedi incontra l’uomo con la bici, cosa che capita molto spesso nelle nostre città dove i ciclisti invadono i marciapiedi perché, giustamente, preferiscono non incontrare l’uomo con l’automobile (che a sua volta invade le ciclabili, quando ci sono), la pelle la porta a casa, ancorché contusa e acciaccata. Ma se il pedone incontra l’uomo con la bici a scatto fisso, fixie per gli amici, le cose possono finire molto male.

Come per la 44enne inglese investita mentre stava attraversando la strada da Chris Allister, un giovane fixista che filava a 22 chilometri all’ora, e non ha frenato. Perché il bello della fixie, riproposizione 2.0 delle biciclette ottocentesche diventata oggetto del desiderio per i bicifeticisti (hipster modaioli ma non solo), è di fare a meno di tutti quei dispositivi piccoloborghesi che privano il ciclista delle sofferenze dell’asceta e dell’estasi del kamikaze: il cambio, il portapacchi, il campanello e soprattutto i freni. Non c’è la ruota libera, come nelle bici normali, quindi se non pedali continuamente, cadi. Per frenare puoi solo aumentare l’attrito della ruota posteriore, sbilanciandoti in avanti in modo che rimbalzi sulla strada e rallenti o alzandoti in piedi sui pedali, in modo da schiacciare la ruota sul terreno attenuando la velocità.

Al ciclista trendy non basta il fisiologico margine di rischio personale che comporta sempre girare in bici. Sotto sotto lo eccita l’idea di poter mettere in pericolo anche lui la vita dei miserabili pedoni che non si scansano in tempo urlando terrorizzati

Pregare può essere utile ma non risolutivo. Insomma, la bici a scatto fisso non è solo «il modo più rapido per arrivare agli aperitivi e sui cofani delle auto» (cit. Nonciclopedia), ma anche il più costoso (il prezzo è inversamente proporzionale alla quantità di pezzi di cui è composta) e il più illegale, perché, oltre al buon senso, anche il codice della strada proibisce di girare senza freni al di fuori di un velodromo.

PREDATORI CON LA BICI. Ma a quanto pare al ciclista trendy non basta il fisiologico margine di rischio personale che comporta sempre girare in bici. Sotto sotto lo eccita l’idea di poter mettere in pericolo anche lui la vita dei miserabili pedoni che non si scansano in tempo urlando terrorizzati. Basta con il cliché melenso e politicamente corretto della bici mezzo ecosostenibile, sano e alternativo, ideale per grandi e piccini. Con la fixie, il ciclista smette di essere il solito povero minchione destinato a soccombere all’utilitaria più sfigata, può trasformarsi in predatore urbano e venire denunciato per omicidio colposo, com’è successo a Chris Allister. I fanatici islamici sprovvisti di patente potrebbero farci un pensierino.

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