OSPEDALE
28 Agosto Ago 2017 1618 28 agosto 2017

Infermieri killer, dal Brasile alla Germania una lunga lista di orrori

Nils Högel sospettato di almeno 84 omicidi. Ma i precedenti non mancano: il più eclatante in Sudamerica, con la morte indotta di oltre 300 pazienti. E anche in Italia non mancano i casi controversi.

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L'ultimo caso in Italia è stato quello delle morti sospette al pronto soccorso di Saronno, per le quali sono accusati l'ex primario Leonardo Cazzaniga e l'infermiera, sua compagna, Laura Taroni, sospettati di aver 'accompagnato alla morte' con un cocktail di farmaci almeno quattro pazienti. Ma non sono poche le storie simili a quella dell'infermiere tedesco accusato di aver ucciso decine e decine di pazienti in una clinica in Germania.

CONDANNATE E ASSOLTE. Tra le più recenti in Italia quella di Fausta Bonino, l'infermiera di Piombino indagata con l'accusa di aver causato la morte con 'bombe' di eparina di 13 pazienti (saliti poi a 14) nel reparto di rianimazione dell'ospedale dove lavorava, prima arrestata e poi scarcerata dal tribunale del riesame di Firenze. Daniela Poggiali, infermiera dell'ospedale Umberto I di Lugo, nel Ravennate, condannata in primo grado all'ergastolo per avere ucciso una sua paziente 78enne iniettandole la mattina dell'8 aprile 2014 una dose letale di potassio, in Appello è stata assolta e scarcerata.

È stato invece condannato all'ergastolo Angelo Stazzi, l'infermiere accusato di avere ucciso cinque anziani in una casa di riposo di Tivoli, vicino a Roma, nel 2009. Secondo la sentenza, «l'angelo della morte» aveva fatto morire i pazienti somministrando loro dosi letali di insulina - pur non essendo diabetici - e in due casi anche psicofarmaci. Era sospettato di sette omicidi, ma per gli altri due decessi il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione con formula dubitativa. La Corte d'Assise di Roma ha accolto la richiesta dell'accusa e inflitto il carcere a vita a Stazzi, oggi di 69 anni. L'uomo era un vero serial killer: è stato infatti condannato a 24 anni per l'assassinio di una sua collega, Maria Teresa Dell'Unto, avvenuto nel 2001 ma venuto alla luce solo nel 2009, quando fu trovato il cadavere della donna.

IN BRASILE OLTRE 300 MORTI INDOTTE. L'infermiera Sonya Caleffi è stata invece condannata a 20 anni per le iniezioni letali in corsia all'ospedale Manzoni di Lecco. Caleffi era stata arrestata nel 2004 con l'accusa di aver inoculato aria nelle vene di cinque anziani pazienti, causandone la morte. La donna è accusata di avere ucciso anche in altri periodi, in diverse strutture sanitarie della provincia di Como, anche se lei ha sempre negato. Nel mondo i casi di killer in corsia hanno assunto proporzioni ben più ampie di quanto avvenuto in Italia. Tra gli ultimi, quello di un'anestesista brasiliana di 56 anni sospettata nel 2013 di aver ucciso oltre 300 pazienti per motivi abietti: liberare posti letto nel reparto di terapia intensiva da lei diretto nell'ospedale evangelico di Curitiba, nello stato meridionale del Paranà

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