Atac: Di Maio, concordato per risanare
1 Settembre Set 2017 1538 01 settembre 2017

Atac, l'azienda chiede il concordato preventivo per evitare il fallimento

La procedura sarà gestita da una parte dal consulente legale Carlo Felice Giampaolino, dall'altra dal nuovo advisor finanziario e industriale Ernst & Young. La sindaca Raggi: «La società deve rimanere pubblica».

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Atac, la municipalizzata romana dei trasporti pubblici, ha avviato le procedure per il concordato preventivo con cui spera di risanarsi e porre rimedio al debito da 1,38 miliardi di euro che soffoca l'operatività dell'azienda. Paolo Simioni - presidente, amministratore delegato e direttore generale Atac - dopo la riunione del consiglio di amministrazione ha contattato il Comune di Roma, unico azionista della società, e convocato l'assemblea dei soci.

DELIBERA IN ARRIVO. Il concordato preventivo sarà gestito da una parte dal consulente legale Carlo Felice Giampaolino, dall'altra dal nuovo advisor finanziario e industriale Ernst & Young. Mentre alla giunta di Virginia Raggi toccherà scrivere la delibera che dovrà essere approvata il 7 settembre dal consiglio comunale, in cui si spiega perché la soluzione scelta è stata ritenuta la migliore per Atac.

Atac deve rimanere pubblica. Atac deve rimanere di noi tutti. Finalmente, inizia una nuova vita per Atac. Si avvia un...

Geplaatst door Virginia Raggi op vrijdag 1 september 2017

Solo con il via libera del Campidoglio, infatti, le carte dell'azienda potranno essere portate davanti ai giudici del tribunale fallimentare. «Atac deve rimanere pubblica», ha scritto la sindaca su Facebook, «finalmente si avvia un percorso di rinnovamento totale dell’azienda di trasporti di Roma, con un obiettivo chiaro: migliorare le linee, rinnovare la flotta degli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che meritano; tutelare i dipendenti onesti».

L'OBIETTIVO È UN PIANO DI RIENTRO CREDIBILE. Una volta presentata ai giudici la richiesta di concordato preventivo, spiega Raggi, «l'azienda avrà dai tre ai sei mesi di moratoria [nei confronti dei suoi creditori, ndr] e il patrimonio aziendale verrà di fatto messo sotto protezione dal tribunale. In questo lasso di tempo, gli esperti ingaggiati dalla partecipata dovranno mettere a punto un piano di rientro in grado di convincere i fornitori, quelle aziende che aspettano da mesi di vedere le proprie fatture saldate. Per salvare l'azienda, servirà il loro via libera».

SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. Il 7 settembre, in concomitanza con la seduta del consiglio comunale dedicata ad Atac, i dipendenti della municipalizzata organizzaranno un presidio sotto il Campidoglio. La Cgil ha definito il concordato «un salto nel vuoto che metterebbe a rischio l’azienda e gli stipendi dei lavoratori. Con Cisl e Uil abbiamo già avviato la procedura per uno sciopero».

Che cos'è il concordato preventivo

Il concordato preventivo è uno strumento che la legge mette a disposizione di un'impresa in stato di crisi o in stato di insolvenza, per evitare la dichiarazione di fallimento attraverso un accordo che soddisfi parzialmente anche i creditori. Si chiama "preventivo" proprio perché la sua funzione principale è prevenire la procedura fallimentare vera e propria.

LEGGE CHE RISALE AL 1942. La strumento è regolato dalla Legge Fallimentare (Regio Decreto n. 267 del 16 marzo 1942), più volte modificata dal legislatore negli ultimi anni per favorire il risanamento e soprattutto la prosecuzione dell'attività d'impresa. Lo scopo del concordato preventivo non è solo quello di tutelare l'azienda in difficoltà, ma anche i creditori.

STOP A OGNI POSSIBILE AZIONE ESECUTIVA. Se da un lato il debitore, con l'accesso alla procedura, può fermare ogni possibile azione esecutiva nei suoi confronti e mantenere forme limitate di amministrazione dell'impresa, i creditori evitano i tempi lunghi necessari per portare avanti la più complessa procedura fallimentare e si accordano con il debitore per ottenere una parziale soddisfazione delle loro richieste.

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