Dai che è verde

Buondì
4 Settembre Set 2017 0949 04 settembre 2017

Diteci almeno che i genitori Buondì ora stanno prendendo il caffè in Paradiso con Crozza

In tivù ci sono già abbastanza morti ammazzati e non mancava certo un'altra bambina saputella. Per noi impressionabili l'unica consolazione sarebbe vedere la mamma e il papà schiacciati dall'asteroide in un Aldilà commerciale.

  • ...

Chissà come gongolano i copywriter dello spot Buondì Motta! Erano anni che una pubblicità non suscitava un simile vespaio, men che mai quella di una merendina. E non una qualsiasi, ma una delle più anziane, visto che il Buondì festeggia il 64esimo compleanno nel 2017 insieme al pornoattore Ron Jeremy e a Nada: era il 1953 quando Angelo Motta decise di produrre una brioche con l’impasto del panettone. Ma si sa, oggi i 60 sono i nuovi 30, e non sorprende che il Buondì, anziché tenersi buoni i nostalgici e i puristi che vedono nelle Camille del Mulino Bianco una pericolosa innovazione, abbia deciso di riposizionarsi corteggiando un pubblico più giovane e spregiudicato.

CATTIVO È GLAMOUR. Perché no? Negli ultimi anni pediatri e nutrizionisti hanno bollato la merendina come veicolo di malattia e corruzione dell’infanzia, circondandola di un alone di sospetto che persiste malgrado nuove ricette salutiste: e togli l’olio di palma e metti lo yogurt, e togli lo zucchero bianco e metti quello di canna (pure il Buondì ha la sua brava versione integrale). E allora, anziché sforzarsi inutilmente di sembrare «buona», perché una merendina non può giocarsi astutamente l’acquisita fama di «cattiveria», che nell’era di Frank Underwood e di Joffrey Baratheon è così glamour? Ed ecco il Buondì che ammazza prima una mamma e poi un papà: osano dubitare di lui e schiattano sull’istante come Anania e Saffira negli Atti degli apostoli, in una specie di giudizio di Dio (o di buondìo) che mobilita i corpi celesti.

Eccesso da cartone animato, è stato detto, senonché qui ci sono attori in carne e ossa, e in un contesto in cui non ti aspetti l’ultraviolenza, e una fiction con certe scene sarebbe vietata dalle 16 alle 19. Difatti chi c’è rimasto male, alcuni bambini dal cuore tenero, e non pochi adulti, fra cui me, che ho trovato fastidioso lo spot non solo perché, tra realtà e fiction, sullo schermo ci sono già abbastanza morti ammazzati insensatamente, ma anche perché mostra l’ennesima bambina ridotta a scimmietta leziosa e saputella (e infatti i fan dello spot rimpiangono che l’asteroide non abbia schiacciato pure lei). I più evoluti ci hanno riconosciuto la satira dissacrante degli sketch dei Monty Python che finalmente distrugge la famigliola melensa da pubblicità.

SPERANDO NELL'ALDILÀ. Può darsi, però il loro obiettivo sarebbe stato criticare la pubblicità, non farti correre al supermercato a comprare una merendina nata quando è morto Stalin. Speriamo che all’ordalia merendinesca mettano una pezza i creativi degli spot Lavazza: per noi spettatori impressionabili sarebbe una consolazione sapere che il papà e la mamma dello spot Buondì ora stanno prendendo il caffè in Paradiso con Maurizio Crozza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso