Rapido 904
4 Settembre Set 2017 1254 04 settembre 2017

Strage del Rapido 904, appello da rifare dopo il pensionamento del giudice

Sarà neccessario risentire tutti i testimoni nel processo che vede Totò Riina come unico imputato.

  • ...

Occorrerà ricominciare da capo il processo d'appello a Firenze per la strage del Rapido 904, che vede come unico imputato Totò Riina. Il processo è stato infatti rinviato a data da destinarsi per l'imminente pensionamento del presidente della corte Salvatore Giardina, previsto per i primi di ottobre. Sarà necessario risentire tutti i testimoni ascoltati in primo grado, oltre alle nuove testimonianze di sei boss che era stato deciso di interrogare in appello.

RIINA ASSOLTO IN PRIMO GRADO. La corte, nell'udienza odierna, ha stabilito il rinvio per consentire il completo svolgimento della nuova istruttoria, che l'attuale collegio giudicante non avrebbe potuto portare avanti a causa dell'imminente pensionamento del giudice. Totò Riina in questo processo era stato assolto in primo grado, sentenza avverso la quale la pm Angela Pietroiusti aveva deciso di ricorrere in appello.

NELLA STRAGE 16 MORTI E 260 FERITI. Secondo quanto spiegato dalla Corte, il rinvio a data da destinarsi è stato disposto in virtù delle recenti modifiche apportate all'articolo 603 del codice di procedura penale - riforma Orlando - che impongono al giudice, nel caso di appello del pubblico ministero contro una sentenza di proscioglimento, di disporre la riapertura completa dell'istruttoria. Riina si era predisposto a seguire l'udienza in barella, in videoconferenza dal carcere di Parma dove si trova detenuto. Accanto a lui, in collegamento dal penitenziario, anche il suo legale Luca Cianferoni. Per la strage del Rapido 904, nella quale trovarono la morte 16 persone e 260 rimasero ferite, ci furono a suo tempo condanne, tra cui quella si Pippo Calò, uno dei fedelissimi del boss Riina.

IL MINISTERO: «NORMA NON FRENA PROCESSO». Il ministero della Giustizia, tuttavia, ha voluto precisare che «la necessità di rinnovare il dibattimento in caso di appello del pm contro una sentenza fondata su prove testimoniali discende da una consolidata giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, ampiamente recepita dalla Corte di Cassazione già prima della modifica legislativa dello scorso luglio, che ha semplicemente adeguato la formulazione della norma. Non vi è stato perciò alcun imprevedibile rallentamento del processo a seguito dell'entrata in vigore della recente riforma».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso