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PREVIDENZA 6 Settembre Set 2017 1614 06 settembre 2017

Pensioni, da gennaio stessa età per donne e uomini: la più alta d'Europa

Con l'anno nuovo scatta l'unificazione con l'aumento di un anno per le dipendenti private e il passaggio a 66 anni e sette mesi. E il divario con gli altri Paesi crescerà nei prossimi anni.

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A gennaio scatta l'unificazione dell'età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne con l'aumento di un anno per le dipendenti private e il passaggio a 66 anni e sette mesi. L'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia sarà la più alta in Europa e il divario si accrescerà nei prossimi anni con l'adeguamento dell'età di vecchiaia all'aspettativa di vita e il passaggio atteso a 67 anni nel 2019. In Germania è previsto il passaggio a 67 anni per l'uscita nel 2030, in Francia dopo il 2022 e nel Regno Unito nel 2028.

SOGLIA ATTORNO AI 65 ANNI. Nel 2018 aumenterà anche l'età di accesso alla pensione di vecchiaia delle lavoratrici autonome (adesso fissata a 66 anni e un mese) mentre quella delle dipendenti pubbliche, come quella dei lavoratori uomini resterà fissata a 66 anni e sette mesi in attesa dell'incremento legato alla speranza di vita previsto per il 2019. Nella gran parte dei Paesi europei l'età per la pensione di vecchiaia è fissata intorno ai 65 anni con aumenti verso i 67 anni dopo il 2020 (in Danimarca nel 2022, in Spagna nel 2027, in Croazia nel 2038, in Austria 65 anni per le donne nel 2033). Nell'incontro tra governo e sindacati previsto nel pomeriggio al ministero del Lavoro si parlerà anche dell'accesso alla pensione per le donne con la richiesta delle organizzazioni sindacali di eliminare le disparità di genere e di tenere conto della maternità e del lavoro di cura prestato dalle lavoratrici.

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