Stupro Firenze
LE INDAGINI 8 Settembre Set 2017 1251 08 settembre 2017

Firenze, carabinieri accusati di stupro: cosa sappiamo

Sospesi in via precauzionale i due militari denunciati dalle due ragazze americane. Per la procura la versione delle studentesse presenta elementi di fondatezza. Trovate tracce biologiche nell'androne del palazzo. Uno dei due indagati ha parlato di rapporto consenziente.

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Sono indagati per violenza sessuale i due carabinieri accusati di stupro da una coppia di studentesse americane a Firenze. Le ragazze hanno fatto denuncia in questura, raccontando di essere state violentate da due militari in divisa dopo essere state accompagnate a casa con l'auto di servizio. La procura ritiene che il racconto delle due giovani, ascoltate per tutta la notte, presenti elementi di fondatezza. Come ha rivelato il Corriere della Sera, già la notte di mercoledì uno dei due indagati si sarebbe presentato spontaneamente in procura accompagnato dall'avvocato e avrebbe ammesso di un rapporto sessuale con una delle due giovani ma consenziente. «Mi ha invitato a casa e siamo stati insieme», avrebbe raccontato il miltare smentendo ogni tipo di violenza.

SOSPESI I DUE MILITARI. Nei confronti dei due carabinieri, l'Arma ha «disposto un provvedimento di sospensione precauzionale dall'impiego». È quanto fa sapere il comando provinciale di Firenze, specificando che il provvedimento «è già stato notificato agli interessati».

INDAGINI SULLE TRACCE BIOLOGICHE. Le indagini si concentrano sulle tracce biologiche trovate nell'androne del palazzo del centro storico dove le due ragazze vivono e su alcuni oggetti sequestrati nell'appartamento, compresi gli abiti. Al momento, i due militari indagati non hanno ancora ricevuto nessuna informazione di garanzia, passaggio essenziale per poter nominare periti di fiducia nel caso vi sia necessità di compiere atti per i quali è prevista un'attività di inchiesta come il confronto del Dna. I due carabinieri sono un appuntato di 40 anni e un carabiniere scelto di 30, entrambi toscani: uno di Firenze e l'altro di Prato. Il primo avrebbe 20 anni di servizio alle spalle, una famiglia e un figlio, il secondo invece sarebbe single e il grande sogno di entrare nel nucleo cinofili.

PINOTTI: «GRAVITÀ INAUDITA». Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha dichiarato: «Gli accertamenti sono ancora in corso, ma risulta una qualche fondatezza rispetto alle accuse che vengono mosse. Si tratterebbe, e il condizionale è d'obbligo, di un episodio gravissimo. Lo stupro è sempre grave, ma è di gravità inaudita se commesso da carabinieri in uniforme».

DEL SETTE: «SE È VERO, CONSEGUENZE IMMEDIATE». Il comandante generale Tullio Del Sette non ha usato mezzi termini: «Se fosse vero, cosa che auspichiamo tutti venga accertata quanto prima, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita che rende i protagonisti indegni dell'uniforme che indossano e che comporterà gravi conseguenze, anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato».

NARDELLA: «FIRENZE NON È CITTÀ DELLO SBALLO». «È importante che gli studenti americani imparino, anche con l'aiuto delle università e delle nostre istituzioni, che Firenze non è la città dello sballo». Lo ha detto il sindaco Dario Nardella. Firenze, ha aggiunto, «è una città vivace, accogliente, plurale, ricca di opportunità culturali e di svago, ma credo che dal punto di vista delle regole e del buon comportamento non abbia niente di diverso da tante città americane. Questo ovviamente al netto del gravissimo episodio di cui stiamo parlando, perché il fatto ha riacceso i riflettori anche sul modo con cui i giovani studenti stranieri vivono la nostra città. Mi piacerebbe che fossero più integrati nella vita culturale e collettiva, e non considerassero Firenze soltanto una Disneyland dello sballo».

La vicenda punto per punto.

Accompagnate a casa con l'auto di servizio

I militari non sono stati ancora interrogati e nessun provvedimento è stato preso nei loro confronti. Sono tra quelli che, nella notte tra il 6 e il 7 settembre, sono intervenuti in una discoteca di Firenze, chiamati dal titolare, per i disordini che si erano verificati nel locale. Nella circostanza avrebbero incontrato le ragazze e le avrebbero riaccompagnate a casa in pieno centro storico, con la gazzella di servizio. A questo punto, stando al racconto delle due studentesse, sarebbero avvenute le violenze. Commesse una nell'androne del palazzo in cui si trova l'appartamento, l'altra in ascensore.

Il percorso confermato dalle telecamere

Testimoni avrebbero visto le due ragazze salire sull'auto dei carabinieri all'uscita della discoteca vicino a Piazzale Michelangelo. La vettura ha poi percorso 8 km ed è giunta davanti alla casa del centro storico in cui abitano le due ragazze. Circostanza che sarebbe confermata anche dalle immagini di alcune telecamere di sorveglianza. L'auto di servizio potrebbe aver sostato davanti al palazzo per circa 20 minuti. Una telecamera ha ripreso l'arrivo della vettura, l'altra la sua uscita dalla zona.

Studentesse ascoltate separatamente: non sono emerse contraddizioni

Le studentesse, entrambe 21enni, sono state sentite fino a tarda notte, per chiarire alcuni punti e colmare alcune lacune presenti nel primo resoconto che avevano fornito a poche ore dal fatto. Le ragazze, a Firenze da qualche giorno per seguire i corsi in una Accademia per stranieri, hanno confermato la loro versione, anche separatamente.

Accertati recenti rapporti sessuali

Le due ragazze sono state visitate in ospedale la notte stessa in cui sarebbe avvenuto lo stupro. I medici non hanno rilevato segni esterni di violenza, ma hanno accertato che avevano avuto recenti rapporti sessuali. I loro abiti sono stati sequestrati per le analisi e nel corso delle indagini sono state repertate alcune tracce biologiche per effettuare i confronti.

Tracce biologiche nell'androne del palazzo

I reperti della polizia scientifica confermerebbero la presenza di tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale che sarebbe avvenuto nell'androne del palazzo. Altre tracce di questo tipo sarebbero state trovate nel percorso tra l'ingresso del palazzo all'appartamento delle due giovani.

Nessuno ha sentito

Nessuno nel palazzo, e neppure nell’appartamento che le due ragazze condividono con altre connazionali, avrebbe sentito nulla. È quanto emerge dalle prime testimonianze raccolte dagli inquirenti.

La fake news dell'assicurazione anti-stupro

In queste ore era cominciata a circolare la notizia di un'assicurazione antistupro che avrebbero stipulato le ragazze. Gabriele Zanobini, il legale di una delle due 21enni, intervistato da Repubblica, ha smentito categoricamente. «Le due ragazze», ha precisato il legale, «non hanno stipulato alcuna assicurazione specifica sulla violenza sessuale». La polizza esiste, ha aggiunto, «ma è automatica per tutti gli studenti americani che vengono in Italia ed è di natura generica». L'avvocato ha poi raccontato che la sua assistita «è molto scossa, come la sua amica». Del resto, ha precisato «a scuola avevano detto loro di fidarsi solo di polizia e carabinieri...». Zanobini, dopo aver confermato che i genitori della sua assistita partiranno per l'Italia «appena possibile», ha detto di essere in attesa di capire come si muoverà la procura anche perché «l'accusa di violenza sessuale, secondo l'articolo 609 bis del codice penale non si consuma solo con la violenza fisica o con la minaccia, ma anche abusando delle condizioni di inferiorità psichica o fisica al momento del fatto. Esattamente come sarebbe successo alle due giovani e, secondo il codice, in questi casi il non consenso è implicito». In più ai due militari potrebbe essere contestata l'aggravante prevista dall'articolo 61, quando «il fatto è commesso con abuso del potere o con violazione dei doveri inerenti una pubblica funzione».

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