Tar: legittimo no centurioni centro Roma
8 Settembre Set 2017 1821 08 settembre 2017

Roma, centurioni addio: il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

Respinto il ricorso contro il provvedimento, che blocca «qualsiasi attività che preveda di essere ritratto come soggetto di abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro».

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Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Roma, che aveva deciso di vietare i centurioni. I giudici della V sezione hanno infatti respinto il ricorso presentato contro il provvedimento, che blocca «qualsiasi attività che preveda di essere ritratto come soggetto di abbigliamento storico, in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro», confermando quanto già disposto dal Tar.

Il ricorso era stato presentato da un gruppo di figuranti che fermano i turisti per foto a pagamento. Nell'ordinanza depositata l'8 settembre il Consiglio di Stato ha definito «insussistenti» le motivazioni addotte dai ricorrenti, riconoscendo al contrario nel provvedimento del Comune di Roma l'esigenza di «tutelare il patrimonio storico». Un'esigenza «certamente prevalente rispetto a quelle dei ricorrenti».

La giunta di Virginia Raggi, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, aveva comunque emanato una nuova ordinanza anti-centurioni, facendo riferimento al decreto Minniti sulla sicurezza urbana, in base al quale il sindaco può adottare specifici provvedimenti finalizzati a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell'ambiente e del patrimonio culturale. Lo stop ai centrioni interessa tutto il centro storico della Capitale. Ai trasgressori si applica una sanzione amministrativa di 400 euro.

«Vogliamo garantire ai cittadini e ai turisti il diritto di godere del patrimonio storico, artistico e culturale di Roma nelle migliori condizioni», aveva spiegato la sindaca dopo l'ordinanza, «in questo modo mettiamo fine al fenomeno dei centurioni, che troppo spesso hanno mostrato comportamenti insistenti e molesti, talvolta aggressivi. Nessuno potrà più rovinare il godimento dei monumenti e delle bellezze che hanno reso Roma celebre in tutto il mondo».

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