Schiaffi a bimbi, sospese due maestre
11 Settembre Set 2017 2000 11 settembre 2017

Carabinieri, un'Arma da rifondare dopo scandali e inchieste

Le accuse di stupro a Firenze sono solo l'ultima macchia della gestione Del Sette. Il caso Consip, l'allontamento del Capitano Ultimo, altre indagini per abusi sessuali. La stagione nera della Benemerita.

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L’inchiesta sui due carabinieri di Firenze accusati di aver stuprato due studentesse americane è la pietra tombale sulla gestione dell’Arma da parte del comandante generale Tullio Del Sette. Promosso al posto di Leonardo Gallitelli nel 2015 dal governo di Matteo Renzi, prorogato nel 2017 dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nonostante l’inchiesta Consip che lo vede indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio, il suo incarico va in scadenza alla fine dell’anno. Il 15 gennaio per l’esattezza, anche se la nomina del nuovo generale è attesa prima, a Natale.

DEL SETTE ISOLATO E INDEBOLITO. A quanto pare non ci sono possibilità di ulteriori proroghe, soprattutto perché Del Sette appare ormai indebolito e perché lasciato solo anche dai suoi stessi sostenitori politici, in particolare Renzi, l’ex premier anche lui in difficoltà dopo i fasti delle nomine negli scorsi anni. L’unica che gli è rimasta a fianco è Roberta Pinotti, ma il supporto del ministro della Difesa potrebbe non bastare.

SFIDA A DUE PER LA SOSTITUZIONE. Eppure l’ipotesi di un ulteriore prolungamento dell’incarico aveva continuato a circolare per tutta l’estate, soprattutto dopo che Lettera43.it aveva scritto chi avrebbe potuto sostituirlo. La sfida è a due, tra il vice comandante generale Vincenzo Coppola e il comandante del comando interregionale carabinieri "Pastrengo" di Milano, il generale di corpo d’armata Riccardo Amato: si tratta di due ufficiali generali molto stimati nella Benemerita.

È circolato anche il nome di Ilio Ciceri (già Capo di Stato maggiore sostituito dallo stesso Del Sette in favore di Vincenzo Maruccia, sentito come teste nell’ambito dell’inchiesta Consip), comandante interregionale dei carabinieri Podgora, che però non riscontrerebbe un apprezzamento da parte di una base in subbuglio pari a quello di Coppola e Amato.

L'ULTIMA PAROLA SPETTA A MATTARELLA. Avvisaglie di lotte tra generaloni in vista della successione? Non a caso sui quotidiani era circolata l’ipotesi che la sostituzione di Del Sette - che avviene in concomitanza con quella del capo di stato maggiore della Difesa e del capo di stato maggiore dell’esercito - potesse avvenire anche nella prossima legislatura. Sarebbe bastata una sospensione tecnica, che però vede la contrarietà sia di Palazzo Chigi sia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che avrà l’ultima parola sulla scelta del nuovo comandante generale.

Tullio Del Sette con il ministro della Difesa Roberta Pinotti.

Un’Arma così, avvolta dai veleni e dalle polemiche non la si ricordava da anni. E ci vorrà del tempo per risollevarla. Per questo ai piani alti dei palazzi romani e della forze armate c'è voglia di cambiare pagina. E in fretta. A quanto pare i giochi sarebbero chiusi. Lo scandalo di Firenze, nonostante le prese di posizione di Del Sette sui giornali, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo il caso Consip (dove è indagato anche il comandante della legione Toscana Emanuele Saltalamacchia), l’allontanamento del Capitano Ultimo dall'intelligence dopo essere stato fatto fuori dal Noe e soprattutto il difficile transito del Corpo forestale nell’Arma che ha lasciato pesanti strascichi (e malumori) tra riposizionamenti e nomine.

NEL 2015 UNA CONDANNA PER ABUSI. Arma dunque che finisce sotto i riflettori in uno dei momenti più delicati della sua gestione. L’indagine fiorentina, coordinata dal procuratore capo Giuseppe Creazzo, fa il paio con un altro episodio simile venuto alla luce due anni fa circa. Protagonista un altro militare della benemerita: Dino Maglio, carabiniere 34enne in servizio a Padova, nell’aprile 2015 è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione per aver stuprato una ragazza nella sua abitazione dopo averla ospitata tramite Couchsurfing (un gratuito scambio di ospitalità).

VICENDA FINITA PURE SUL GUARDIAN. Nel suo appartamento il carabiniere prima stordiva le vittime con bevande a base di benzodiazepine per poi violentarle. La sua posizione si era poi ulteriormente aggravata in seguito alle testimonianze di altre 14 ragazze ospitate nella stessa abitazione le cui testimonianze sono state raccolte da l’Espresso e finite sulle prime pagine del quotidiano britannico The Guardian.

Antonio Pappalardo.

Non solo. È di giugno del 2017 un'altra inchiesta calda, sempre in Toscana, nella città di Aulla, provincia di Massa Carrara. Otto carabinieri sono stati raggiunti da misure cautelari in un'indagine su abusi e violenze in caserme della Lunigiana. Quattro i militari arrestati: uno in carcere e gli altri ai domiciliari. Al vaglio degli inquirenti c'è anche il caso di una prostituta che avrebbe subìto abusi sessuali in caserma.

LA "RIVOLUZIONE" DI PAPPALARDO. Anche un altro carabiniere ha fatto parlare di sé: l’ex generale in congedo Antonio Pappalardo. Già sindacalista dell’Arma e finito pure in parlamento come sottosegretario, sta animando il Movimento Liberazione Italia per fare «una grande rivoluzione pacifica», dice. Eppure l’autorizzazione alla manifestazione prevista piazza Montecitorio a Roma è stata revocata.

VICINO AL MOVIMENTO DEI FORCONI. In passato Pappalardo, militare con il pallino della politica, fu estensore di un documento per «rifondare lo Stato» (lo fece nella primavera del 2000), mentre nell’inverno del 2013 mostrò affinità con il cosiddetto Movimento dei Forconi che provarono a «bloccare l’Italia» il 9 dicembre. Un movimento su cui si stagliava l’ombra della destra estrema e della mafia. Per Pappalardo però destra e sinistra sono uno schema superato ma in Italia, ha detto lo stesso generale a Il Tempo: «La cosa incredibile è che i comunisti siano al governo, mentre in tutta Europa sono scomparsi».

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