Cc Firenze: fascicolo procura militare
11 Settembre Set 2017 1423 11 settembre 2017

Firenze, carabinieri accusati di stupro: il caso in sette punti

I due militari sospesi dal servizio a titolo precauzionale. Uno ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due studentesse americane: «Non mi sono accorto che era ubriaca». Interrogato il secondo.

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Due ragazze americane, studentesse a Firenze, hanno denunciato di essere state violentate da due carabinieri nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 settembre. Uno dei due militari ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due, sostenendo però che la giovane fosse consenziente e che non sembrava ubriaca. Il secondo è stato interrogato il 12 settembre. Entrambi i carabinieri, uno di 30 e l'altro di 46 anni, sono stati sospesi dall’Arma «a titolo precauzionale» per 60 giorni e non è escluso che la loro posizione possa degenerare fino al congedo. Tuttavia per il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, «l'Arma in questa vicenda è parte lesa».

1. Chi sono le due studentesse

Le due studentesse americane hanno 19 e 21 anni. Sono a Firenze da poco tempo, per studiare all'Istituto internazionale "Lorenzo de' Medici". Nella notte tra il 6 e il 7 settembre hanno incontrato i due carabinieri al bar della discoteca Flo, nei pressi di piazzale Michelangelo. Secondo un testimone erano visibilmente ubriache e barcollanti.

2. L'incontro con i carabinieri

Poco dopo le 2 di notte alcune pattuglie dei carabinieri sono arrivate nel locale per sedare una rissa, che nel frattempo si era già placata. I due militari accusati di stupro avrebbero abbordato le due ragazze e poi se ne sarebbero andati. Mentre le altre due gazzelle sopraggiunte si sono allontate definitivamente dalla zona, i due sono rimasti nei pressi della discoteca. Incrociando di nuovo le studentesse alla ricerca di un taxi, si sono offerti di portarle a casa. E in questo modo hanno violato le regole, che impongono il trasporto passeggeri sull'auto di servizio solo per motivi legati all'attività di pattuglia.

3. Le immagini delle telecamere

Testimoni hanno visto le due ragazze salire sull'auto di servizio dei carabinieri, davanti al Flo. Le immagini di alcune telecamere di sorveglianza confermano il percorso fatto dalla gazzella fino all'abitazione delle due giovani, nel centro di Firenze. A questo punto, però, il racconto delle ragazze si trasforma in un incubo. La gazzella dei carabinieri è rimasta ferma e vuota lungo il marciapiede per 20 minuti. È ripartita alle 3.13.

4. La versione delle vittime

Le ragazze hanno raccontato che i due carabinieri, una volta parcheggiata l'auto, le hanno invitate a entrare nel portone del palazzo. Poi è scattata la violenza. Uno dei due uomini avrebbe abusato di una delle due ragazze nell'androne del palazzo e l'altro della seconda nella cabina dell'ascensore. Tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale sarebbero state trovate dai poliziotti della scientifica, nell'androne e fino all'appartamento delle ragazze. Gli esami eseguiti in ospedale hanno confermato che le due ragazze hanno avuto rapporti sessuali. «Ero nell'ascensore e uno dei due mi ha costretta a un rapporto», ha detto una delle due. «Non gridavo perché impaurita e intontita». L'altra ha raccontato: «L'altro carabiniere mi è saltato addosso sul pianerottolo, non ho gridato perché aveva la pistola».

5. La denuncia e gli esami medici

Dopo aver raccontato quanto avvenuto alle coinquiline, alle 4 del mattino le ragazze hanno telefonato alla polizia per denunciare gli abusi. Poi le visite mediche, in tre ospedali diversi, le verifiche e i riconoscimenti. La 21enne ha riconosciuto il suo aggressore in fotografia, la 19enne no perché era troppo alterata. Gli esami a cui le due ragazze sono state sottoposte hanno confermato l'assunzione di bevande alcoliche per entrambe e, per una delle due, anche il consumo di hashish.

6. La versione dei militari

I due militari accusati di stupro sono stati sospesi dall'Arma a titolo precauzionale. Uno ha 46 anni, 20 di servizio e tre figli. L'altro ha 30 anni ed è single. Sabato 9 settembre il 46enne si è presentato spontaneamente in procura, accompagnato dal suo avvocato, per dare la sua versione dei fatti e difendersi dalle accuse. Davanti al pm titolare dell'inchiesta, Ornella Galeotti, ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con una delle studentesse, ma ha detto anche che la giovane «era consenziente». Il militare si è difeso così: «Non è vero che sembravano ubriache. Non me ne sono accorto e sono state loro a invitarci a salire fino a casa». Ha aggiunto anche che la ragazza sembrava avere «un'aria più matura». Si è definito «devastato» e consapevole di aver fatto una cosa «inqualificabile», concludendo: «Non sono uno stupratore, non so perché mi sono fatto trascinare in questa situazione». Il secondo è stato interrogato il 12 settembre.

7. La replica degli avvocati delle ragazze

Gabriele Zanobini, avvocato che rappresenta la 19enne, ha replicato che «la violenza sessuale non si consuma solo con la violenza fisica o con la minaccia, si consuma anche, e lo dice il codice penale, abusando delle condizioni di inferiorità psichica o fisica al momento del fatto. E le due ragazze erano in una situazione alterata, anche a causa dell'alcol. In questa fattispecie segnalata dal codice penale, il non consenso è implicito». Quanto al fatto che le due studentesse avrebbero sottoscritto negli Stati Uniti una polizza anti-stupro, Zanobini ha spiegato che le giovani non erano a conosceza dell'assicurazione e che, in ogni caso, si tratterebbe di una polizza generica che viene stipulata come consuetudine dalle università americane per i propri studenti all'estero.

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