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11 Settembre Set 2017 1152 11 settembre 2017

Livorno, vittime e danni dell'alluvione: le cose da sapere

Otto morti nel nubifragio che ha messo in ginocchio la città toscana. Aperta un'inchiesta per disastro colposo. La prima stima dei danni supera 1 miliardo di euro.

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Otto morti e una conta dei danni che è appena iniziata, ma che nelle prime stime supera 1 miliardo di euro. Dopo il nubifragio che ha messo in ginocchio la città, Livorno prova a rialzarsi, malgrado fatichino a spegnersi le polemiche sulle responsabilità della tragedia. Il botta e risposta tra il sindaco Filippo Nogarin e il governatore della Toscana Enrico Rossi ha accesso i riflettori sulla reale efficacia della prevenzione messa in campo per gestire l'emergenza, ma è massiccio il dispiegamento di mezzi per ripristinare un barlume di normalità in una città devasta dall'alluvione.

Otto vittime accertate: distrutta un'intera famiglia

A perdere la vita, domenica 10 settembre, sono stati un bambino di quattro anni, i genitori e il nonno: i quattro si trovavano nel seminterrato della loro villetta in via Sauro e non hanno avuto scampo. La quinta vittima si chiamava Raimondo Frattali, 70 anni ed è deceduta in via Fontanella, a Montenero, sulle colline. Mentre il cadavere di Roberto Vestuti, 44 anni, è stato rinvenuto in via Sant'Alò. Trovato a due giorni dal nubifragio il corpo di Tampucci, 67 anni, mentre quello di Martina Bachini, 34 anni era stato rinvenuto all'indomani del nubifragio. Il marito della donna era stato salvato aggrappato a dei tronchi a due chilometri dalla loro abitazione.

Inchiesta per disastro colposo: pronto lo stato di emergenza

Nella seduta odierna la Giunta regionale, come annunciato dal presidente Enrico Rossi, dichiarerà lo stato d’emergenza regionale, chiederà al governo il riconoscimento dello stato di calamità e metterà a disposizione subito 3 milioni di euro per gli interventi più urgenti. La procura di Livorno ha aperto un’inchiesta per disastro colposo.

Scontro sulle responsabilità dell'accaduto: botta e risposta Nogarin-Rossi

Intanto però le polemiche sull'allerta non si fermano. È scontro tra Comune e Regione, con il sindaco Filippo Nogarin che ha detto:«Non ce lo aspettavamo, perché l'allerta era arancione e non rossa» e l'assessore alla Protezione civile Federica Fratoni che aveva ribattuto: «Il Comune non ha attivato l'alert system». «È inaccettabile che per un temporale intenso ma ormai usuale a causa dei cambiamenti climatici possano morire sei persone e due siano ancora disperse. Bisogna lavorare sul piano prioritario della prevenzione e su quello della manutenzione Ma bisogna anche lavorare sugli interventi di protezione civile», ha aggiunto Rossi. «Un codice arancione è un codice di allerta che prevede gli eventi che si sono verificati a Livorno. La differenza principale con il codice rosso riguarda la tipologia del reticolo idraulico delle possibili esondazioni. Rosso è il codice delle possibili esondazioni legate al reticolo idraulico primario: Arno, Serchio ecc. Arancione è il codice legato a possibili esondazioni del reticolo idraulico secondario, come appunto è avvenuto a Livorno».

Il piano nazionale al rallentatore: utilizzati 100 milioni su quasi 8 miliardi

Sul dissesto idrogeologico del Paese insiste anche l'avanzare al rilento dell'operzione di messa in sicurezza da 7,7 miliardi varata tre anni fa dal governo Renzi. Un piano del quale sono stati utilizzati appena 100 milioni. Come rivela Repubblica, i fondi erano stati stanziati per rinforzare argini, costruire scolmatori e casse di espansione per le piene, allargare i canali tombati e tirar su muri di contenimento. Ma del piano "Italiasicura" lanciato nel maggio 2014 sono stati usati solo 114,4 milioni di euro. Meno dell'1,5% del totale a disposizione.

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