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13 Settembre Set 2017 2124 13 settembre 2017

Livorno, ai funerali polemica vescovo-Nogarin

Alle esequie delle vittime del nubifragio monsignor Giusti tira in ballo le responsabilità dell'amministrazione. Il sindaco: «Il suo compito è occuparsi delle anime».

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Era il giorno delle esequie a Livorno, per sette delle otto vittime del nubifragio che la notte tra il 9 e il 10 settembre ha devastato la città. Alla fine è scoppiata una polemica tra il vescovo, monsignor Simone Giusti e il sindaco Filippo Nogarin. «Non serve perdersi nelle polemiche, non fanno resuscitare le persone. Cambiamo i protocolli, vediamo di modificare ciò che c'è da modificare e fare ciò che si deve fare perché quello che è accaduto non accada più: ci sarà bisogno di un sistema di allarme per avvisare la gente», ha detto il vescovo ai giornalisti fuori dal Duomo dove poi ha officiato i funerali della famiglia Ramacciotti, aggiungendo. «Ma alla domanda: sono stati cambiati? Si è fatta subito una riunione di giunta per cambiare queste cose? Si sono fatte subito delle delibere? Altrimenti si fanno chiacchiere e la gente continua a morire».

NOGARIN: «IL VESCOVO FACCIA IL VESCOVO». Frasi che non sono piaciute a Nogarin: «Il vescovo deve fare il vescovo e occuparsi delle anime delle persone» - ha detto, interpellato sempre fuori dal Duomo - «invece si occupa di cose che non sono di sua competenza. Noi abbiamo fatto tantissime cose da tre giorni a questa parte. Stiamo tenendo in piedi concretamente una macchina di emergenza che ha ricevuto i complimenti dei vertici nazionali della Protezione civile. Non mi sembra che possa recriminare qualcosa a me o alla giunta. Rimando al mittente questo comportamento che per certi versi mi lascia perplesso».

UN LUNGO APPLAUSO PER LA FAMIGLIA RAMACCIOTTI. Un lungo applauso ha invece accompagnato l'uscita dal Duomo dei feretri delle quattro vittime della famiglia Ramacciotti, Roberto, 65 anni, il figlio Simone, 37, la moglie di quest'ultimo Glenda, 35 e il loro figlio Filippo, 4 anni, uccisi dalle acque del Rio Maggiore che hanno invaso la loro casa. Tanta gente, in chiesa e fuori, tra cui Nogarin con la giunta al completo, col vescovo che nell'omelia ha puntato il dito contro «la burocrazia con le sue terribili leggi inerziali»: se «non cede il passo a pronti interventi di riassetto idrologico del nostro territorio potremo presto rivedere un alba piangente come quella del 10 settembre». Sempre oggi a Livorno si sono svolti i funerali di Martina Bechini, 34 anni, Raimondo Frattali, 70, Roberto Vetusti, 74. Domani invece le esequie dell'ottava vittima, Giampaolo Tampucci, 67 anni: il suo corpo è stato ritrovato ieri.

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